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DURI COMMENTI DI GIANNI E D’ALIA ALLA MANOVRA DI AGOSTO
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/08/2011 alle  10:21:57, nella sezione CRONACA,  1113 letture)

Com’era prevedibile la manovra finanziaria in corso di approvazione ha suscitato un vespaio di polemiche e scontri aspri anche all’interno della stessa maggioranza di governo. L’impressione che si prenda la scorciatoia colpendo sempre i soliti polli, cioè i redditi fissi e le pensioni, è forte a fronte dell’incapacità manifesta di colpire l’evasione fiscale e i patrimoni più ricchi. Registriamo qualche presa di posizione cominciando da quella di un politico esperto e di lungo corso come il leader del PID onorevole Pippo Gianni che pensa a emendamenti sostanziali dell’ipotesi di manovra: ”Non si possono prevedere solo tagli. Credo che una tassa del 10% sugli stipendi superiori a 250mila euro lordi annui possa essere sopportata da quella fascia sociale così come è necessario rivedere le pensioni che superino i 2500 euro. Aumentare di un punto percentuale l’IVA non ammazza i settori commerciali interessati ma consente di ottenere 5/6 miliardi di euro in più che possono essere destinati ai comuni che oggi hanno il dente avvelenato”. Più duro il commento del senatore Gianpiero D’Alia, coordinatore siciliano dell’ UDC, che dice: “E’ una manovra che aumenta indiscriminatamente le tasse, colpendo sempre i soliti noti: le famiglie e il ceto medio italiano.”