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INCONTRO CON ROBERTO ALAJMO AL BIBLIOS CAFE' DI SIRACUSA
di Luca Raimondi (pubblicato il 12/05/2013 alle  14:53:50, nella sezione CULTURA,  1591 letture)

roberto alajmoSi è tenuto stamani nel centro storico di Ortigia a Siracusa, presso il Biblios Cafè di Luisa Fiandaca, l’incontro con Roberto Alajmo: introdotto da Mario Fillioley (entrambi nella foto a destra), lo scrittore e giornalista ha presentato il suo nuovo libro, edito da Mondadori, “Il primo amore non si scorda mai anche volendo”. Alajmo, nato a Palermo nel 1959 e che a Palermo “insiste a vivere”, è autore di numerosi altri volumi: "Almanacco siciliano delle morti presunte" (edizioni della Battaglia, 1996) ; "Le scarpe di Polifemo" (Feltrinelli, 1998) ; "Notizia del disastro" (Garzanti, 2001), col quale ha vinto il premio Mondello. Con Mondadori nel 2003 ha pubblicato il romanzo "Cuore di Madre", finalista ai premi Strega e Campiello. Nel 2004 è uscito "Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo" e nel 2005 il romanzo "È stato il figlio", finalista al premio Viareggio e vincitore del SuperVittorini e SuperComisso. Dal libro è stato tratto l'omonimo film con Toni Servillo diretto da Daniele Ciprì. Il suo ultimo romanzo, pubblicato da Mondadori nel 2008 si intitola "La mossa del matto affogato". Con Laterza, ha pubblicato i saggi: "Palermo è una cipolla" (2005); "1982 - Memorie di un giovane vecchio" (2007); "L'arte di Annacarsi - Un viaggio in Sicilia" (2010); "Tempo Niente" (2011); "Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)" (2012). Per il teatro: "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", "Centro divagazioni notturne" e il libretto dell'opera "Ellis Island", per le musiche di Giovanni Sollima.

Il suo ultimo lavoro è una sorta di catalogo dei ricordi d’infanzia che lo scrittore ha voluto redigere spaventato dall’idea di perdere la memoria e, dunque, se stesso. Una specie di “romanzo di formazione”, in cui è ripercorsa una giovane vita compresa tra il primo ricordo e il primo bacio, in cui la memoria individuale si sovrappone a quella collettiva, sottolineando, in un certo senso, come i nostri ricordi personali non sono mai davvero soltanto nostri ma sono condivisi con un’intera generazione, pur con le inevitabili differenze geografiche (alcune esperienze dei bambini siciliani saranno difficilmente condivise con quelle dei bambini di altre regioni). Il libro di Alajmo utilizza uno stile asciutto, quasi scarnificato (sembra quasi aver abolito avverbi e aggettivi dalle sue frasi),a ma riesce nell'intento di intrattenere e divertire con controllata ironia.