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AUGUSTA HA BISOGNO DI CULTURA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/08/2010 alle  12:02:06, nella sezione EDITORIALI,  990 letture)

Sappiamo che solo l’unione fa la forza e come sia necessaria la condivisione di progetti e di energie per far ripartire una voglia di cultura oggi latente ma che può qualificare e riempire di contenuti le buone intenzioni delle tante associazioni che non riescono a mantenere nel tempo gli impegni presi e finiscono per essere soltanto castelli di carta. Tali associazioni devono poter esistere ed operare anche in carenza di contributi pubblici i quali semmai devono venire dopo, a consuntivo di un’attività culturale svolta nel lungo periodo, se si è riusciti a realizzare qualcosa di buono, coi soli mezzi del volontariato e della dedizione a un’idea o a un progetto condiviso. I principi su cui tutti sono d’accordo, oggi come oggi, riguardano come campo d’intervento i giovani, e parlano di cultura della legalità di cui oggettivamente la nostra società ha un gran bisogno e di recupero della dispersione scolastica, fenomeno non così raro come si potrebbe pensare. In nome di una cultura della vita, intesa come valore assoluto contro ogni sballo che possa portare alle stragi del sabato sera. Anche i momenti di aggregazione tra i cittadini, specialmente tra i più giovani, sono da considerarsi indispensabili per la vita della comunità. Nel vuoto assoluto, nella noia di un paese che non sa offrire nulla ai suoi cittadini, proliferano alcool, droga e tragedie annunciate. Augusta non ha alcun contenitore di eventi culturali o di svago in grado di offrire alla cittadinanza una occasione di intrattenimento e di spettacolo. Quando si potrà far uso dei locali del Convento di S. Domenico? E che fine faranno i locali dell’ex tribunale alle Grazie? La verità è che Augusta ha bisogno di fantasia, di progetti d’ampio respiro, di essere tirata fuori dalla situazione in cui si trova e per questo, stante la penosa carenza delle finanze pubbliche, è sempre più necessario il contributo di tutti. Ci aspettiamo quindi la collaborazione di tutti senza settarismi e personalismi, e, per quanto riguarda l’amministrazione pubblica, un atteggiamento sensibile che vada al di là dei ragionamenti di cassa, perché tante cose possono essere realizzate a costi minimi, ma ci vuole abilità e saper fare e una buona dose di amore per la città.