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L’ASSOCIAZIONE STONEWALL DI SIRACUSA LANCIA L’ALLARME OMOFOBIA
di Redazione (pubblicato il 26/11/2012 alle  16:52:15, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1010 letture)

Riceviamo da parte dell’associazione “Stonewall” una mail che riteniamo opportuno pubblicare: “Martedì si è tolto la vita. E’ tornato nella sua casa romana, dopo essere stato redarguito da un’insegnante per essersi smaltato le unghie e per quel modo di vestire poco consono, e si è impiccato davanti agli occhi del fratello minore. Lo ha trovato il padre, quando ormai non c’era più niente da fare. I suoi compagni hanno minimizzato l’accaduto in una lettera aperta definendo il loro comportamento come “uno sfottò innocente e senza omofobia, un gioco tra ragazzi”. Un gioco finito male però, il loro gioco ha ucciso il loro compagno di scuola. Appreso quanto successo, Tiziana Biondi, presidente di STONEWALL, associazione che da anni offre sostegno psicologico e consulenza medica e legale a tutte le persone Gay Lesbiche Bisex e Trans della provincia aretusea e che sin dalla sua fondazione ha attuato progetti e campagne informative sull’omosessualità e la transessualità, contro l’omo e la transfobia, esprime profondo rammarico e tristezza per il grave episodio di omofobia che ha fatto l’ennesima vittima innocente. L’associazione denuncia l’assordante silenzio delle istituzioni e delle scuole e lancia l’allarme bullismo omofobico anche a Siracusa viste le numerose segnalazioni pervenute all’associazione da parte di studenti siracusani i quali hanno anche riferito che spesso gli insegnanti sanno ma minimizzano o fanno finta di non vedere. Omertà che si perfeziona nella sordità di alcuni dirigenti di istituti siracusani che nonostante le numerose richieste di intervento, non si sono nemmeno degnati di rispondere. Sabato 24 novembre l’associazione ha tenuto una conferenza stampa urgente nella quale ha lanciato un appello a tutte le scuole siracusane di ogni ordine e grado, nonché agli amministratori della città, alla consulta studentesca e all’unione degli studenti con l’obiettivo di poter concertare ed attuare strategie educative e campagne informative sull’argomento all’interno degli istituti scolastici in oggetto. La scuola ha il compito di formare i cittadini di domani, di fare cultura e corretta informazione anche su questi importantissimi temi. Non si può più aspettare, anche l’omofobia è un’emergenza. Come tale va affrontata seriamente, con determinazione”.