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IL MONDO INTERIORE DI FRANCO SCIACCIA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/07/2011 alle  11:51:43, nella sezione ARTE,  974 letture)

E’ raro, per chi visiona ogni giorno opere d’arte delle più varie, trovarsi di fronte a qualcuna di esse che lo colpisca veramente in modo inequivocabile, serrando l’anima in una stretta di commozione e di autentica nostalgia, pur nel godimento che forme e colori, in perfetto equilibrio tra loro, producono. Questo è avvenuto a chi scrive nel confrontarsi con alcune opere di Franco Sciacca. Ha suscitato meraviglia, infatti, la magica atmosfera senza tempo dei suoi oli, fotografie d’epoca passate al filtro di una sensibilità artistica e cromatica che non ha eguali. Una capacità realistica che svela la presenza dell’uomo, immerso e partecipe in questi luoghi, in queste scenografie che si danno ai nostri occhi rinfocolando momenti perduti e pulizie d’ambiente di altre epoche. E’ un mondo interiore, un tempo della memoria, ai confini della realtà, che rielabora l’iconologia figurativa del pittore, il quale ritaglia per se stesso uno spazio silenzioso, solitario rifugio e felice sorgente di luminosità creativa, la cui memoria stratificata si esprime anche con modernità di linguaggio, liricamente sereno o drammaticamente compartecipato. Qualcuno ha parlato di richiami al “divisionismo”, corrente pittorica del tardo ottocento, nelle scelte cromatiche di Franco Sciacca, ma ciò produce una visone limitata della forza espressiva di questo artista che, malgrado qualche voluta licenza nostalgica e tradizionalista, si esprime con modernità e gioiosa inventiva, re-interpretando il suo mondo di elezione che è quello agricolo, naturalista, paesaggistico e mediterraneo, anzi tipicamente siciliano. Si avverte l’amore per le cose mute, per quel senso del tempo che è trascorso, seppure contrastato, rivissuto nel presente in modo da essere goduto nuovamente, come la sua storia di uomo nelle vicende sociali e personali, attraversate dal tumulto dello spirito e da sussulti interiori riconducibili ad una sensibilità esasperata, ad un misticismo accorato, ad una consapevolezza di essere profondamente artista. Il suo lungo viaggio non si è ancora concluso e Franco Sciacca può ancora regalarci la sua pittura fatta di sintesi magica tra forma e colore, una pittura fatta più per evocare che per rappresentare, una pittura che lo consegna definitivamente alla storia dell’arte.