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ELEZIONI REGIONALI: SIAMO ALLA STRETTA FINALE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/10/2012 alle  15:11:38, nella sezione EDITORIALI,  1206 letture)

Oramai siamo alla stretta finale, tra poco sapremo se la Sicilia avrà saputo fare un balzo di dignità o se tutto continuerà come prima, avendo come traguardo la nostra rovina. Non votate gli uscenti. Dal web arriva questa esortazione condivisibile: “Non scegliete chi vi ha snobbato per cinque, a volte dieci, lunghi anni. Non scegliete sepolcri imbiancati che, travestiti da persone perbene, promettono rivoluzioni, occupazione e attenzione per la nostra provincia e per i suoi abitanti, dopo averne contrattato e svenduto la dignità. Non votate indagati o peggio ancora condannati, delinquenti travestiti da onesti, lupi travestiti da pecore. Non votate ignoranti e corruttori, non sostenete chi ha favorito l’illegalità. Scegliete, nella massima libertà, chi volete. Senza aver ricevuto lavatrici, pizze, pacchi dono e false promesse di lavoro”. Il mio vecchio professore di Diritto Pietro Barcellona ha scritto oggi su un noto quotidiano: “Ci sono diverse ragioni per cui malgrado il quadro desolante penso sia ancora necessario utilizzare il diritto di voto che ci è rimasto come ultimo pegno di una democrazia promessa e mai realizzata. Anzitutto dobbiamo considerare che il nostro voto anticipa quelli nazionali e che avrà su di essi una notevole ripercussione in un senso o nell'altro. Poiché le elezioni nazionali sono un appuntamento decisivo, sarebbe un errore rinunciare a votare in Sicilia quando sappiamo tutti che il risultato avrà effetti sulla vicenda dell'intero Paese e sul giudizio che su di noi sarà espresso dai commentatori politici. Una Sicilia assenteista non sarà interpretata come segno di protesta e delusione ma come segno di una fuga dalla responsabilità e controprova dell'atavica passività dei siciliani rispetto a tutto ciò che riguarda la responsabilità per il proprio destino. In secondo luogo si deve assumere come principio di orientamento che il meno peggio è sempre preferibile al tanto peggio: se in una situazione negativa permane comunque una qualche struttura sociale che permette di operare, questo è sempre preferibile ad una disgregazione totale, ingovernabile e indecifrabile. Se i risultati confermeranno, come penso, un successo dei grillini e una relativa resistenza delle vecchie sigle politiche, anche la prospettiva della non facile governabilità della Regione potrà essere comunque l'occasione per una riflessione autocritica: i siciliani saranno così costretti ad uscire dai propri recinti e assumersi il compito di combattere gli antichi mali che minano continuamente la nostra vita civile”. Ecco, questo è il punto: siciliani, alle urne! Non è tempo di astensionismi sciocchi, è tempo di agire e di prendere in mano il proprio destino!