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GLI ENIGMI PIUTTORICI DI GIUSEPPE INSOLIA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/07/2011 alle  11:48:07, nella sezione ARTE,  1069 letture)

L’architetto Giuseppe Insolia affronta, a volte, nei suoi quadri i grandi temi dell’umanità: la solitudine dell’uomo su questo pianeta, il rapporto con la natura madre e matrigna, il mistero dell’infinito e della morte, l’inquietudine dello spazio stellare e la risorsa della fede. Altre volte si lascia tentare da una rappresentazione in chiave figurativa del paesaggio urbano che lo circonda. Ma non v’è dubbio che le sue qualità migliori in campo artistico si estrinsechino più compiutamente laddove egli si abbandona al senso del colore, alla costruzione dell’equilibrio nella composizione pittorica, alla sperimentazione con materiali diversi, all’espressione di un suo personalissimo mondo concettuale che rimane impresso sulla superficie levigata della tela. Allora il gesto veloce, rapido, crea campiture di colore intersecate da linee di estrema purezza, acquistando espressività dalla violenza dell’azione che pure risulta meditata, intrappolando nella finita superficie della tela una sensazione di infinito che a malapena riusciamo a contenere visivamente e a percepire mentalmente. Sono piccoli enigmi architettonici queste sue ultime opere, dal forte sapore simbolico, decisamente concettuali, motivate dal voler creare stupori, incertezze, magie.