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LE INFLUENZE ARABE NELLA CULTURA SICILIANA
di Redazione (pubblicato il 22/10/2012 alle  22:24:29, nella sezione CULTURA,  3086 letture)

Interessante conferenza dello scrittore Corrado Di Pietro (nella foto) durante uno dei “Giovedì della Galleria Roma” di Siracusa sul tema delle «Influenze arabe nel dialetto e nella cultura siciliana». Di Pietro ha parlato sulle influenze che gli arabi ci hanno lasciato nei 264 anni della loro permanenza in Sicilia, iniziata nell'827 e terminata nel 1091. Innanzitutto la lingua, un misto di greco, latino, latino popolare che diede vita ad una specie di nuovo linguaggio che si fuse con l'arabo, lingua ufficiale amministrativa. L'incontro fra queste due culture forti, la siciliana e l'araba, diede vita in Sicilia ad una realtà nuova, più tecnologica, avanzata e innovativa in tutti i campi della vita sociale, familiare, lavorativa, letteraria e scientifica. «Praticamente noi siciliani - sostiene Di Pietro - siamo impregnati di cultura araba e lo possiamo riscontrare nella nostra vita quotidiana. Ad iniziare dalla urbanizzazione delle città, dalle costruzioni (castelli, casbach, moschee), dalle tonnare che gli arabi trasformarono in attività industriali, dalla monetazione (il dìnaro, i tarì), dall’organizzazione commerciale marinara (i tre Valli, Demone, Mazara e Noto), per finire alla trasformazione dell'agricoltura da monocultura (grano), ai giardini di agrumi, agli alberi da frutta, all'immissione del carrubo, della seta, del cotone, del riso, ai sistemi di irrigazione con pozzi, canali e "gebbie" (grandi invasi per dare acqua alle colture); ancora gli arabi introdussero la raffinatezza dello stare insieme in famiglia, accoppiando cibo, musica e poesie (tanti i poeti e gli scrittori arabo-siciliani) ». Infinite le tracce della sapienza e della cultura araba lasciate nel campo della scienza (lo zero), del cibo (la cassata, l'arancino), la càlia, il pistacchio, la cubàita, lo zafferano, i vestiti (lo scialle), i nomi di città e luoghi, come Caltanissetta, Alcàntara, Cassaro, Calatabiano, Marzamemi, e personaggi come Giufà e tante altre terminologie che testimoniano il legame ancestrale dei siciliani con i “cugini” arabi.