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SPETTACOLARI E PREOCCUPANTI FIAMME PER UN FUORISERVIZIO NELLA ZONA INDUSTRIALE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/08/2011 alle  18:37:53, nella sezione CRONACA,  1127 letture)

Il 17 agosto scorso è stato visibilissimo nelle ore serali e notturne un fuoriservizio nella raffineria Esso che ha procurato allarme tra la popolazione di Augusta, Melilli e Priolo per le alte fiamme che uscivano dai camini. Il fuoriservizio alla Esso è stato causato da un black-out di energia elettrica sulla rete Enel che ha costretto gli operatori, per ragioni di sicurezza, a mandare il ciclo produttivo in torcia. In pratica il sistema di sicurezza ha funzionato mandando in torcia il prodotto che era in ciclo, ma il problema è che in questi casi c'è sempre una certa quantità di prodotto che rimane incombusto (il cosiddetto particolato) e poi ricade sul territorio. Così è salva la sicurezza ma non la possibilità di inquinamento dell’aria e del territorio. Ciclicamente di questa problematica si torna a parlare e le rassicurazioni degli ambienti industriali si scontrano con l’evidenza dei fatti: di notte e nei fine settimana aumentano le emissioni, e in noi nasce il sospetto che si voglia approfittare dei momenti di scarso controllo delle istituzioni preposte al controllo per liberare nell’aria sostanze nocive. Un avvenimento che spesso si verifica nel territorio di Augusta e Melilli, generando preoccupazione nelle popolazioni residenti e arrivando ogni tanto alla ribalta delle cronache nazionali.. Gli studi epidemiologici condotti nel corso degli ultimi quaranta anni in tutto il mondo hanno chia¬rito il ruolo di diversi fattori ambientali e dell’esposizione a varie sostanze inquinanti nell’ambiente di lavoro e di vita. Questi studi riguardano casi assai simili agli episodi disgraziatamente successi ad Augusta, nella cui rada portuale oltretutto la percentuale di mercurio presente nell’acqua del mare supera in quantità elevatissima i parametri tollerabili a norma di legge. A causa dei legami chimici che il mercurio contrae con gli amminoacidi, la sua eliminazione è lenta; in caso di alimentazione prolungata con pesce fresco - e nelle nostre zone se ne consuma più di 300 grammi alla settimana - si verifica un'accumulazione di sostanza tossica che mette a rischio la vita e il corretto sviluppo soprattutto dei nascituri. La popolazione locale, a fronte di ulteriori insediamenti, quali termovalorizzatori e rigassificatori, reagisce emotivamente con un no secco ad ogni ulteriore invasione di potenziali agenti inquinanti dell’atmosfera già compromessa di questo territorio e non capisce certo i dubbi e i tentennamenti delle varie parti politiche che spesso hanno aperto possibilismi equivoci sull’argomento. Nel territorio di Augusta è presente uno dei poli petrolchimici più importanti d’Europa, con una serie di stabilimenti indu¬striali fortemente inquinanti. Più volte nel corso degli anni le preoccupazioni per la salute della popolazione sono state espresse in varie sedi. ma la normativa ambientale è tutto sommato recente e gli incidenti, come quelli che segnano le cronache giornalistiche, imputabili all’errore umano o alla vetustà degli impianti, sono sempre possibili. E, a fronte di tutto ciò, si pensa di ridimensionare drasticamente l’ospedale di Augusta che serve questa zona così a rischio non solo per le industrie ma anche per la presenza di una base militare tra le più strategiche del mediterraneo.