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L'HANDICAP E LE PARI OPPORTUNITA'
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 23/08/2010 alle  11:25:41, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1072 letture)

“L’handicap non è insito nella persona con difficoltà, è piuttosto uno status della persona” – questa frase lapidaria da un senso preciso alla necessità di abbattere ogni tipo di barriere architettoniche che rendono non vivibili tanti spazi pubblici a coloro che sopportano già il peso di un disagio. Un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di venti anni dalla sua emanazione ancora non è del tutto operativa. Tutto ciò è ampiamente documentato dalle barriere ancora esistenti, tante, visto che sono ancora poche quelle strutture che invece hanno saputo adeguarsi superando ogni ostacolo. Gli articoli di Mimmo Di Franco e di Giovanni Di Mare hanno più volte denunciato come il fenomeno sia ampiamente presente anche nella nostra cittadina. La gente continua a negare le pari opportunità, negando soprattutto a se stessa la consapevolezza che è proprio il non rispetto delle normative e un comportamento poco civile e responsabile a rendere la persona veramente handicappata. Infatti il mancato adeguamento degli edifici pubblici, negli uffici comunali, nelle scuole, negli ambulatori dell’ASL, nelle Poste o altrove è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi delineato con le strisce gialle. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni. Le iniziative delle varie associazioni di volontariato hanno come obiettivo primario la sensibilizzazione dei ragazzi delle scuole, nella consapevolezza che i giovani siano più bravi dei grandi a capire tutto questo e che proprio da loro si deve cominciare per far sì che la solidarietà non sia solo un sostantivo privo di contenuti, ma un reale e concreto atteggiamento per poter coesistere tutti insieme, disabili e non, in una città civile a misura d’uomo. Perché la diversità è un bene prezioso cui l’umanità può attingere per progredire, senza bisogno di sancire per legge percentuali di partecipazione al potere pubblico, come una nostra graziosa ministra, allora delle pari opportunità, ha proposto qualche tempo fa. “Pari opportunità” deve essere un concetto che vale erga omnes – per tutte le categorie sociali svantaggiate - e non solo riguardo il gentil sesso. Sostituire quantitativamente politicanti femmine a politicanti maschi è cosa risibile, ben altro è trovare qualità politiche d’alto livello in chiunque - uomini, donne, disabili, omosessuali e chi più ne ha più ne metta- meriti di essere valorizzato e di lavorare per il progresso civile della città dove vive e della nazione dove è ospitato.