\\ Home page : Articolo : Stampa
AD AUGUSTA ANCORA POLEMICHE SULLA CHIUSURA DEI LIDI DI PUNTA IZZO
di Redazione (pubblicato il 08/08/2012 alle  12:46:50, nella sezione CRONACA,  2032 letture)

Ad Augusta infuriano ancora le polemiche dopo la chiusura dei lidi di Punta Izzo da parte della Marina Militare (i lidi insistono su area demaniale della Marina), una “decisione unilaterale” come tengono a precisare Cgil FP - Cisl FP - Uil PA Difesa, che nei giorni scorsi sui media apparivano come ispiratori della chiusura per aver denunciato carenze e omissioni nella gestione dei lidi.

"Nessuna pressione, e tantomeno denunce di qualsivoglia natura, sono state fatte dalle scriventi per auspicare tale decisione, che tra l'altro amareggia sia come rappresentanti sindacali, sia come fruitori delle strutture. Rimaniamo sorpresi e in disaccordo con la scelta della chiusura, ancora una volta, in modo unilaterale dall'Amministrazione, nonostante l'obbligo di informare ufficialmente le organizzazioni sindacali territoriali e, quindi, i dipendenti circa le motivazioni e la durata della chiusura stessa".

In effetti era stata la Procura di Siracusa a effettuare sopralluoghi a seguito di circostanziate segnalazioni, riscontrando carenze in materia di sicurezza, da qui la decisione per evitare rischi ed eventuali danni a persone. Sull‘argomento Massimo Casertano, leader del Movimento “Augusta città libera”, ha fatto circolare una nota nella quale esprime il suo pensiero: “L'improvvisa chiusura degli stabilimenti balneari della Marina militare a Punta Izzo merita alcune considerazioni ed un approfondimento che consenta una chiara lettura della vicenda, a beneficio soprattutto di chi non conosce i fatti e può essere indotto ad una interpretazione distorta e fuorviante. Le merita anche perché questi lidi rappresentano storicamente, da quarant'anni, una valvola di sfogo per la popolazione locale, che vive in una città circondata dal mare, che dispone di chilometri di costa, ma non offre molte alternative. I lidi elioterapici di Punta Izzo, infatti, sono frequentati da circa un terzo della popolazione cittadini e costituiscono una sorta di “ammortizzatore sociale” per quanti non dispongono della villa al mare e non possono affrontare lunghe e costose vacanze nelle zone di villeggiatura. La vicenda in atto assume perciò una forte pregnanza sociale e non può essere liquidata in modo superficiale, come la chiusura dei battenti di una qualsiasi attività privata.

Le motivazioni che hanno portato a questa chiusura (che è solo temporanea ma rischia di protrarsi a lungo) appaiono legittime e riguardano l'adeguamento alle normative di sicurezza degli impianti elettrici e ad altri piccoli dettagli tecnici. Problemi che è giusto siano risolti. In realtà, per le modalità, le circostanze ed i tempi con cui si è provveduto ad emettere questo improvviso provvedimento (con un'ordinanza della Procura della Repubblica a seguito di una serie di denunce “anonime”) appare chiaro che le ragioni legate alla sicurezza risultino assolutamente pretestuose e celino un giro di interessi sulla gestione degli stabilimenti. Alcuni interrogativi sorgono infatti spontanei: 1) perché si ordina la chiusura il 4 agosto, in piena estate, e non si è provveduto ad una “diffida” in primavera, ove si contestassero le irregolarità e si consentisse l'adeguamento alle normative? 2) perché ci si accorge soltanto adesso che il tratto di costa sarebbe interdetto alla balneazione e che l'impianto elettrico non sia a norma, non essendo mai mutate le condizioni di fruizione da anni? 3) perché le denunce alla Procura della Repubblica sono partite all'indomani della regolarissima aggiudicazione della gara d'appalto alla ditta privata di Catania? Tutto ciò è inaccettabile – continua Casertano - a farne le spese saranno migliaia di augustani. Accettare che l'irresponsabilità di pochi a danno di migliaia di cittadini si affermi tra il silenzio assordante delle istituzioni locali che non colgono l'aspetto sociale del problema appare mortificante. Ancora una volta ad Augusta vincono l'arroganza e i gruppi famelici. Con il plauso dei sostenitori della corrente di pensiero che la Marina militare si sia appropriata di un territorio cittadino: dimenticando che senza la Marina quel territorio oggi sarebbe stato oggetto delle speculazioni edilizie dei soliti noti”.