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AD OTTOBRE ELEZIONI REGIONALI
di Redazione (pubblicato il 05/08/2012 alle  20:01:03, nella sezione CRONACA,  1072 letture)

Dopo le dimissioni di Raffaele Lombardo i sondaggi che danno la misura delle intenzioni di voto dei siciliani ci dicono che, se si votasse oggi, appena il 61% degli elettori dell’Isola si recherebbe alle urne per l’elezione del nuovo presidente della Regione e per il rinnovo dell’Ars. Ben 4 elettori su 10 resterebbero quindi a casa confermando la crescente insofferenza verso la classe politica nel suo insieme. L’antipolitica avanza e certo non aiuta il fatto che i quattro principali partiti non hanno ancora deciso le loro alleanze e nemmeno si mettono d’accordo per individuare i loro rispettivi candidati alla presidenza della regione.

Secondo l’istituto Demopolis, se si votasse oggi, l’Mpa otterrebbe appena il 16%, il Pd il 15.2%, il Pdl il 15% e il 7.5% andrebbe a Grande Sud di Gianfranco Micciché. In crescita l’Udc di Gianpiero D’Alia, ma il Movimento Cinque Stelle sarebbe accreditato di un buon 9,5%, dato più basso rispetto alle proiezioni nazionali del partito di Grillo ma sempre buon catalizzatore del voto di protesta. Sotto la soglia del 5%, il Sel di Nichi Vendola, l’Idv di Antonio Di Pietro, la Fds (Comunisti Italiani più Rifondazione), Cantieri popolari, la Destra e il Fli.

Il “day after Lombardo” lascia una grande frammentazione, visto che nessun partito siciliano supererebbe oggi il 16% dei consensi. Parecchie liste minori rischiano di non raggiungere la soglia richiesta del 5% necessaria per l’accesso all’Assemblea Regionale Siciliana che rischia di risultare dopo il voto di fine ottobre ancora più ingovernabile. Il quadro dell’indagine Demopolis naturalmente potrà modificarsi in modo sostanziale nelle prossime settimane, quando gli indecisi cominceranno ad avere le idee più chiare e i partiti sceglieranno i candidati alla presidenza della Regione, oltre a manifestare le alleanze e le coalizioni. Sarà una dura campagna elettorale difficile e imprevedibile, un gioco di squadra duro e per certi versi affascinante, ma è un gioco che mette una seria ipoteca sul futuro occupazionale ed economico della Sicilia e sulla vita quotidiana dei siciliani.