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PREVISIONI DI TERREMOTO IN SICILIA E CALABRIA
di Redazione (pubblicato il 29/06/2012 alle  16:39:48, nella sezione CRONACA,  1062 letture)

Nei giorni scorsi si sono verificate numerose scosse nella zona intorno all'Etna, nelle province di Catania e di Siracusa, in coincidenza con la falda degli Iblei, di una intensità pari a magnitudo 3.2 gradi della scala Richter. Dalle verifiche effettuate dal dipartimento della Protezione civile non sono risultati fin qui danni a persone o cose.

Poche notizie su tv e giornali, una reazione strana da parte dei media, forse perchè di terremoto se ne è parlato già abbondantemente quando la terra tremava in Emilia Romagna e in varie zone del nord e la notizia aveva ampio risalto. Eppure da più parti c’è preoccupazione, tra la gente comune ma anche nel mondo scientifico, infatti Alessandro Martelli, presidente del centro ricerche Enea di Bologna, non certo un profano dell’argomento, avrebbe affermato che un terremoto catastrofico, molto più forte di quello dell'Emilia di questi giorni o dell'Aquila, potrebbe colpire il Sud Italia, nei prossimi mesi o comunque entro due anni. Un allarmismo che però non viene condiviso dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, massima autorità in fatto di terremoti, che ritiene si stia facendo allarmismo e in qualche modo anche terrorismo approfittando dell'emotività del momento per fare pressione e accaparrarsi qualche centinaio di milioni di euro per la prevenzione sismica. “Sappiamo che la Sicilia orientale – sostengono i ricercatori dell’INGV - è ad alto rischio sismico, ma lo sappiamo non perché ora sarebbe stato messo a punto un esperimento scientifico, ma da quello che ci dice la storia. Le previsioni attualmente hanno un margine di errore e di incertezza troppo ampio per poter essere utilizzate nella pratica. E chi ha fatto quelle previsioni non ha detto quanti falsi allarmi ha generato negli anni quello strumento, quante volte è stato previsto un evento che poi non si è verificato. E che facciamo, spostiamo milioni di persone per due anni e blocchiamo mezza Italia per un evento che magari poi non si verificherà?" Ma la popolazione ha sentito il terremoto distintamente e su internet si possono leggere diversi messaggi dove si afferma che la scossa è durata alcuni secondi e si è percepita chiaramente e la preoccupazione è palpabile e comprensibile.

Stabilire con precisione quando si verificherà una scossa è possibile ma l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha diffuso delle mappe riguardo la probabilità di occorrenza di eventi di magnitudo superiore al grado 5.5 Richter in Italia. Spiccano le seguenti aree: Friuli Venezia Giulia: 26%, Abruzzo (aree interne Fucino): 23,8%, Appennino Campano/Lucano: 23,8%, Campania / Appennino Sannita: 15,8%, Calabria - Sicilia: 13%-16%. Un terremoto tra Messina e Reggio Calabria potrebbe uccidere moltissime persone e provocare danni ingenti, così prevede uno studio che risale al 2008 e fu presentato in un convegno internazionale di Messina, in memoria del centenario del sisma che devastò la città dello Stretto nel 1908 provocando circa 86mila morti. Lo studio era intitolato “Dal terremoto di Messina 1908 alla valutazione di scenari di danno nel 2008”. Questo studio è passato sotto silenzio forse per non allarmare troppo la popolazione, ma oggi torna prepotentemente alla ribalta.