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AUGUSTA: PORTO TURISTICO E RIGASSIFICATORE. STRANE VICENDE CONTRAPPOSTE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 22/06/2012 alle  15:44:43, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1030 letture)

Viviamo in un paese strano in cui ciascuno da fiato alle trombe delle proprie idee senza troppo pensare a quello che dice. Due fatti contrapposti la dicono lunga sulla incapacità di trovare una sintesi corretta tra differenti idee.

Atto primo: all’ultimo consiglio comunale di Augusta si doveva ratificare “l’accordo di programma per la realizzazione di un porto turistico in località Cala Madonna del Carmine". Un progetto di porticciolo turistico che ha già avuto l’ok della Regione, una iniziativa commerciale dei fratelli Fazio che non impegna soldi pubblici ma capitale privato e che può essere una boccata d'ossigeno per l'economia cittadina e un cambio di rotta verso uno sviluppo diverso del territorio, che deve affrancarsi da una visone industriale che ha fatto il suo tempo e i suoi danni. Un investimento lievitato agli attuali 20 milioni di euro, un progetto che da decenni viene traghettato per uffici comunali, regionali, enti e sovrintendenze, una iniziativa che dopo tanti ostacoli ora rischia di essere bloccata da un consiglio comunale che ritiene (almeno così pensano i 5 consiglieri che hanno abbandonato l’aula per non approvare la ratifica) che questa opera infrastrutturale marittima possa costituire un pericolo per il territorio, possa cambiare il volto di un'area che allo stato dei fatti è nel degrado più assoluto. Un porto attrezzato che consentirà anche lavori di rimessaggio e che impegnerà molti artigiani e professionisti locali, diventa una “cementificazione del mare". Contro chi e cosa si protesti non si capisce, visto che il progetto è di una società privata che ci investe soldi propri e visto che le argomentazioni addotte appaiono solo pretesti per non approvarlo, ma naturalmente per alcuni è un momento di visibilità irresistibile farsi paladini del territorio oggi, dopo la rovina dell’industrializzazione, dopo un abbandono colpevole di un tratto di mare nel quale non si è riusciti nemmeno a mettere in funzione un depuratore che renda le acque balneabili. Il consiglio comunale ha approvato negli anni una miriade di piani di lottizzazione, ha consentito agli speculatori edilizi di cementificare il territorio augustano, ha supinamente accettato la cementificazione delle coste da parte della marina militare e oggi rinvia sine die la ratifica di un progetto che non può che far bene al rilancio turistico di questo paese.

Atto secondo: la Regione boccia il progetto di collocare un rigassificatore ad Augusta, accogliendo le tesi degli ambientalisti e dei cittadini comuni che non vogliono veder aumentare i rischi per la loro incolumità in una zona sismica già altamente compromessa dagli insediamenti industriali e piena di depositi di materiali pericolosi. Si plaude a questa decisione? Nemmeno per sogno. Basta leggere il titolo sulla Sicilia di un articolo a firma di Salvatore Maiorca “Rigassificatore addio, il sindacato si arrende”, sottotitolo “L’inizio della fine per la zona industriale”, nel quale si argomenta come si tratti di un fallimento, di una resa al volere di Lombardo e compagni, si colpevolizzano i tre segretari sindacali Zappulla, Sanzaro e Munafò, rei di essersi arresi ai voleri del Presidente e a chissà quali interessi, scordandosi che ogni cittadino augustano è contrario a svendere la propria salute e la propria sicurezza in cambio di quella manciata di vantaggi economici promessi in compensazione (ma proprio quattro euri) o di poche decine di posti di lavoro che certo non risolvono la pur grave crisi occupazionale.