\\ Home page : Articolo : Stampa
A SIRACUSA IL CONGRESSO DEI CAVALIERI DI PITIA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/06/2012 alle  19:37:37, nella sezione EVENTI,  1999 letture)

Alcuni giorni fa si è svolto nella sala «Costanza Bruno» della Provincia Regionale di Siracusa il congresso nazionale dei Cavalieri di Pitia. Presente il Gran Cancelliere dottor Stefano Di Mauro (nella foto), rabbino della comunità ebraica di Siracusa, il quale ha parlato dei principi universali del sodalizio pitiano, un’associazione nata negli Stati Uniti d’America dove conta più di 3000 logge e da pochi anni impiantatasi anche in Italia con sede principale proprio a Siracusa, dove si originò la leggenda di Damone e Pitia, personaggi simbolo dell'amicizia e della fratellanza tra gli uomini, unico valore che può garantire la crescita civile e spirituale della società. Presente anche il segretario organizzativo dell’associazione, GianCesare Cacciola. Avvincente l'intervento dell’avvocato Ettore Del Vecchio, che, in forma recitativa ed ispirata, ha messo in risalto il ruolo dei Pitagorici nella Siracusa del IV secolo a. C., uomini che “si astenevano, per quanto fosse possibile, da gemiti, lacrime, da adulazioni, preghiere, suppliche e cose simili. Questo non significa che fossero impassibili agli eventi della vita, ma che intendessero un'accettazione consapevole della stessa». L'amicizia profonda tra Pitia e Damone, la saggezza e la generosità di entrambi di fronte al pericolo della morte è un valore da recuperare in questi tempi di individualismo e di corruzione. E su questo valore ha focalizzato l'attenzione il Gran Cancelliere Stefano Di Mauro, valore che presume una presa di coscienza da parte dell'uomo sulla qualità della propria vita. Per Di Mauro, i Cavalieri di Pitia hanno il dovere di assumersi quelle responsabilità che la società odierna consente spesso ad ogni individuo di ignorare e il compito di portare avanti la regola dell'amicizia e della compartecipazione. Ha fatto seguito l’intervento di Giovanni Iozzia, giornalista televisivo catanese, che ha passato poi la parola a Carlo Lo Re, giornalista finanziario e saggista, il quale ha sapientemente tratteggiato gli accadimenti storici degli ultimi quattro anni di vita pubblica italiana dal punto di vista economico e sociale. Interventi non preordinati del pubblico presente, attento e interessato, hanno concluso la giornata congressuale.