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BOTTA E RISPOSTA SUL DELICATO TEMA DEL RIGASSIFICATORE
di Redazione (pubblicato il 02/06/2012 alle  14:26:38, nella sezione CRONACA,  898 letture)

Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all’Ars, qualche giorno fa aveva attaccato il governatore Lombardo sulla vicenda del rigassificatore di Priolo, ritenuta emblematica del modo di gestire le cose da parte del presidente della Regione, che in troppe occasioni si sarebbe “distinto per opacità e reticenza”. “Evitando di assumere qualunque decisione di merito sul rigassificatore – aveva ancora sostenuto De Benedictis - è stato portato avanti un atteggiamento dilatorio, fuori da ogni regola e rispetto delle norme, nonché sordo a qualunque richiamo dei parlamentari come delle istituzioni della nostra provincia”. Una risposta polemica indirizzata all’onorevole siracusano arriva ora con una nota congiunta a firma di Giacinto Franco di AugustAmbiente, Luigi Solarino di Decontaminazione Sicilia, Eugenio Bonomo di Comitato NO Rigassificatore di Melilli e Paolo Pantano di Costituente Ecologista Siracusa, nella quale si afferma: "Egregio on. De Benedictis, in merito a quanto da Lei sostenuto ”sull’atteggiamento dilatorio del Presidente On. Lombardo sul rigassificatore, stiamo a precisarLe che il Presidente Lombardo ha ben sentito e recepito le corrette argomentazioni delle Associazioni ambientaliste, delle Popolazioni interessate e dei Tecnici non di parte, valutando al tempo stesso i risultati referendari, cosa che non hanno fatto certi politici ed i Sindacati. Da questo scaturisce l’atteggiamento dell’On. Lombardo che, in più occasioni, ha avanzato riserve sul rigassificatore, ed ancora oggi si rifiuta di firmare l’autorizzazione. Dopo la critica e le aggressioni verbali dell’On. Marziano alla On. Borsellino, rea di aver presentato un’interpellanza, in sede parlamentare europea, sulla pericolosità del rigassificatore di Melilli, arriva Lei con un intervento che, di fatto, condivide la svendita, per 80 milioni di euro, della sicurezza dei residenti nella zona industriale siracusana, come se non fosse bastata la svendita di Marina di Melilli. L’unico programma di interventi per l’occupazione e la tutela della salute delle popolazioni interessate, di cui parla Lei, esiste da tempo e non ha bisogno di compensazioni per il rischio-rigassificatore, ma necessita solo di volontà politica e determinazione da chi ci rappresenta a livello regionale e nazionale, cose che ad oggi non si sono verificate. Lo scopo vero del rigassificatore è quello di trasformare la nostra zona industriale in hub energetico, che significa poca occupazione e molti profitti per chi vuole realizzarlo. Non va dimenticato che l’impianto, di cui Lei sollecita l’autorizzazione, comporterà un notevole declassamento del porto commerciale e probabilmente lo smantellamento della Marina Militare, a causa delle disposizioni IMO (International Maritime Organization) e del potenziale aumento del rischio attentati. Ad un territorio che chiede, prima di ogni cosa, sviluppo e sicurezza, Lei propone un rigassificatore da realizzare tranquillamente in una zona a triplice rischio: sismico di 1° grado, militare nazionale, Nato (con relativi stoccaggi di armamenti) ed industriale. Avete dimenticato che detto impianto sorgerebbe in vicinanza di città, strade, autostrade, ferrovie e stoccaggi di tossici ed infiammabili, dove l’effetto domino è sempre in agguato”.