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CHE FINE HA FATTO IL DUODENOSCOPIO DONATO DALLA ESSO AL MUSCATELLO?
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 29/04/2012 alle  18:29:42, nella sezione CRONACA,  1328 letture)

Durante la seduta del consiglio comunale del 17 febbraio scorso, relativo alle problematiche dell’ospedale Muscatello di Augusta, il consigliere Dr. Biagio Ternullo, noto chirurgo del nosocomio megarese, comunicò ufficialmente che la società Esso, a mezzo del suo rappresentante legale, dr. Fernando Salazar, nell’ambito dell’attività svolta a favore del territorio, aveva donato all’Ospedale Muscatello di Augusta, in data 9 febbraio, un duodenoscopio al servizio E.R.C.P.(acronimo di colangiopancreatografia retrograda endoscopica.). Si tratta di una tecnica che studia le vie biliari e pancreatiche (ovvero l'insieme dei "canali" attraversati dalla bile, ottenendo anche informazioni su fegato e pancreas). L'ERCP è una tecnica mista radiologica (che utilizza i raggi X per eseguire una radiografia) ed endoscopica (che "agisce" non dall'esterno come avviene per le normali radiografie, ma dall'interno dell'organismo). Per eseguire l'esame si utilizza un particolare strumento chiamato duodenoscopio, un tubo di circa un centimetro di diametro, che è introdotto attraverso la bocca e spinto lungo l'esofago (che è il "tubo" che collega la bocca allo stomaco) fino a raggiungere l'intestino (duodeno). Il duodenoscopio, unico in tutta la provincia di Siracusa, rende possibile visualizzare la papilla di Vater (il punto in cui le vie biliari e pancreatiche s'immettono nell'intestino) attraverso il quale è iniettato un mezzo di contrasto, ovvero un materiale che rende possibile visualizzare parti dell'organismo che altrimenti non sarebbero messe in evidenza dai raggi X. Si disse che questo tipo di strumento avrebbe fatto risparmiare all’Azienda Sanitaria Provinciale siracusana qualcosa come 500 mila euro annui, non sono pochi considerando i tagli alla sanità, poiché avrebbe evitato non solo l’emigrazione di quei pazienti che erano costretti a recarsi negli ospedali di Catania o di Acireale, ma avrebbe acquisito anche pazienti da altre province limitrofe. Sono trascorsi alcuni mesi e Mimmo Di Franco, del Movimento l’Altra Augusta, rileva che nessuno si è sottoposto a questo tipo di esame con il duodenoscopio presso l’ospedale Muscatello che ha ricevuto questo dono, e si chiede che fine abbia fatto tale strumento e se si trovi conservato ancora dentro il suo involucro in qualche angolo dell’Ospedale di Augusta. “Qualche mese addietro – continua Di Franco - si ricorda la polemica della camera iperbarica ad Augusta, comprata circa 500 milioni delle vecchie lire quasi 20 anni orsono, mai usata per mancanza di tecnici, ma nessuno ha pagato per questo danno alla comunità, non vorremmo ritrovarci fra 20 anni con un caso analogo. La comunità augustana, nel ringraziare la società Esso, che ha voluto donare questo strumento affinché gli augustani ne usufruissero, sollecita l’ASP 8 di Siracusa di mettere a disposizione dei cittadini tale strumento che, oltre al beneficio degli utenti, porterebbe benefici economici anche all’Azienda sanitaria, considerando le vari vicissitudini di questi giorni cui è sottoposto l’Ospedale Muscatello, con i ritardi e lo slittamento dei lavori, aspettando il pieno regime dei reparti di neurologia e di oncologia, cui questo strumento potrà dare un valido aiuto”.