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IL PORTO DI AUGUSTA NON AVRA’ FINANZIAMENTI EUROPEI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/04/2012 alle  14:58:55, nella sezione CRONACA,  1013 letture)

I Giudici della Corte Europea hanno deciso di escludere i progetti di rilancio del Porto Commerciale di Augusta dai finanziamenti della Comunità Europea. Il progetto del terminal di Messina è stato accolto tra i progetti finanziabili, invece quello del porto di Augusta no. Un’altra bella notizia che si aggiunge alle tante che mettono in cattiva luce questa martoriata cittadina, un altro fallimento la cui responsabilità va attribuita a coloro che avevano il compito di gestire le attività di progettazione del porto di Augusta. I motivi che hanno determinato l’esclusione del porto di Augusta dai finanziamenti Europei sono duplici: da una parte la mancanza di una programmazione del traffico merci da parte della Port Authority augustana e dall’altro una generale mancanza di strategia globale dei porti siciliani, compito che attiene alla Regione. Addio quindi ad ogni prospettiva di sviluppo occupazionale ed economico connessa al progetto dello scalo merci intercontinentale di Augusta, le cui potenzialità, in termini economici e occupazionali, potevano essere notevoli. In particolare sono stati valutati insoddisfacenti i lavori portuali (banchine, attracchi, edifici, marciapiedi, barriere, sistemi di reti) per consentire al porto commerciale di divenire un'alternativa logisticamente ed economicamente valida per il traffico che attraversa lo stretto di Messina. inoltre la regione Sicilia non ha predisposto un piano di sviluppo portuale a lungo termine e una valutazione dei bisogni su cui basare la selezione dei progetti per infrastrutture portuali. D’altra parte, nonostante i lavori già realizzati ad Augusta, il porto è vuoto e da più parti questo dato di fatto viene interpretato come un fallimento dell’autorità di gestione, quella Port Authority che avrebbe dovuto monitorare i propri programmi per garantirne la compatibilità con le politiche dell'Unione Europea, nonché procedere all'esame annuale dei principali risultati dell'anno precedente attraverso i "comitati di sorveglianza" e servirsi di indicatori appropriati per monitorare il programma e i progressi compiuti. Evidentemente tutto questo, peraltro raccomandato dalle normative europee e dagli organismi comunitari che assegnano i fondi, non è stato fatto. Da qui la bocciatura di Augusta e l’esclusione dei finanziamenti per il suo porto.