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PIANO PAESAGGISTICO DI SIRACUSA: ALLA RIBALTA GLI INTERESSI DEI PRIVATI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 19/04/2012 alle  17:14:11, nella sezione CRONACA,  1464 letture)

Gli avvocati Corrado Giuliano (nella foto), Paolo Tuttoilmondo e Marilena Del Vecchio, legali rappresentanti del Comitato regionale siciliano di Legambiente, hanno presentato una memoria difensiva davanti al TAR di Catania, contro il ricorso di A.M. Group, al quale ha aderito anche il Comune di Siracusa. I legali di Legambiente chiederanno che i ricorsi siano respinti in quanto nulli, improcedibili ed inammissibili, carenti di interesse o comunque infondati nel merito. Nel ricorso la società dei Frontino ha impugnato il mancato nulla-osta della Soprintendenza di Siracusa per la costruzione di 70 ville in un’area, quella tra l’Epipoli e Targia, che, con la recente adozione del Piano paesaggistico, è soggetta a vincoli più estesi rispetto al passato. Per tutelare i propri interessi nell’area in questione, l’A.M Group Srl ha richiesto anche l’annullamento del decreto assessoriale di adozione del Piano paesaggistico. Richiesta di annullamento che anche il Comune di Siracusa ha fatto proprio. I legali degli ambientalisti sosterranno davanti al TAR l’insussistenza dell’interesse pubblico alla partecipazione al giudizio e chiederanno l’inammissibilità del ricorso contro il Piano paesistico di AM Group e del Comune di Siracusa in quanto il piano adottato non è ancora un provvedimento definitivo. Gli avvocati sostengono anche l’infondatezza della tesi della famiglia Frontino e del Comune di Siracusa che affermano l’obbligo di sottoporre il Piano paesaggistico adottato alla valutazione ambientale strategica (VAS). La VAS, si chiarisce nella memoria difensiva, è applicabile esclusivamente per quei piani e quelle programmazioni suscettibili di produrre effetti negativi significativi sull’ambiente e che comportino un aumento rilevante del carico urbanistico. In ogni caso, nella fase attuale del procedimento, il piano non necessita della VAS in quanto si tratta di una semplice proposta. Il ricorso che si discuterà domani al TAR è solo il primo attacco al Piano paesaggistico provinciale. Sono già 60, infatti, i ricorsi di privati ed enti pubblici, tra cui Comune e Provincia, presentati allo scopo di snaturare e togliere efficacia ai suoi contenuti e alle sue disposizioni.