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UN TASSELLO DI STORIA DI ROSOLINI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 12/04/2012 alle  17:29:12, nella sezione CULTURA,  1429 letture)

Lo scorso 31 marzo 2012 a Siracusa, nel salone di Villa Reimann, nei pressi del parco archeologico della Neapolis, si è svolta una serata culturale organizzata dall’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” nell’ambito dei festeggiamenti del 300° anniversario della fondazione di Rosolini. L’iniziativa è stata coordinata dal presidente, Corrado Di Stefano, il quale ha salutato e ringraziato i soci, le autorità, i rappresentanti delle associazioni di Rosolini e Siracusa, le amministrazioni e gli sponsor e, prima di introdurre il tema dell’incontro, ha portato a conoscenza dei presenti le iniziative fin qui realizzate, che hanno avuto come denominatore comune quello di promuovere e valorizzare l’identità rosolinese: 1) Conferenza sul tema tratto dal libro "Storia della venerabile Chiesa Madre di Rosolini dal 1712 ai giorno nostri", il cui relatore è stato l'autore, il Prof. Antonino Odierna; 2) Conferenza sul tema "Il Sacro Cuore a Rosolini", il cui relatore è stato il dott. Rosario Puglisi; 3) Presentazione del bando relativo al 4° Concorso dei cimeli storici di Rosolini dal titolo "Un viaggio lungo 300 anni"; 4) Conferenza " La via del Carrubo: passato, presente e futuro di una pianta del mediterraneo" relatore dott. Fabio Morreale. L’occasione del 3° centenario ha spinto il direttivo e il presidente dell’Associazione a trattare argomenti riguardanti le radici e l’evolversi della civiltà rosolinese. Come è riportato nella locandina: “La via per conoscere le nostre radici e ricostruire la nostra storia è quella della consultazione dei registri e degli archivi, nonché, quella del personale esame di ogni opera”. Il presidente ha presentato il relatore della conferenza, il dott. Salvatore Spadaro, commercialista per professione, ma che per passione svolge l’attività di cultore di storia patria. Il dott. Spadaro ha preso la parola ringraziando l’Associazione per averlo invitato a relazionare per il suo lavoro di recupero e di valorizzazione storico-culturale di Rosolini. Il suo lavoro di ricerca si è concentrato sul periodo storico del 1873, periodo caratterizzato dall’arrivo in paese del colera, a Rosolini morì il 12% della popolazione, la percentuale più alta rispetto ad altri luoghi. In quel periodo i medici erano impreparati a combattere questa epidemia, potevano solo costatarne i sintomi, senza sapere quale terapia adottare, non conoscevano come penetrava nell’organismo e quali fossero le vie attraverso le quali si propagava. Intuivano che la sua diffusione era favorita dalle carenze igieniche, dalla scarsa alimentazione e delle abitazioni malsane, condizioni prevalenti un po’ovunque a quei tempi. In quelle tragiche giornate era impossibile uscire da casa e molte famiglie per evitare il contagio dovettero scappare nelle case di campagne oppure si rifugiarono nelle grotte vicine al centro abitato, persino i medici e i preti scapparono dal paese. Il relatore, durante il lavoro di ricerca, ha portato alla luce un registro con l’elencazione dei morti di quel periodo dove, oltre alle generalità, vi è il luogo di sepoltura, ovvero sotto il pavimento della Chiesa S.S. Crocefisso o nella Chiesetta dell’Immacolata confinante con il castello dei Platamoni, oggi inesistente perché demolita per far posto ad una palazzina privata, ma non si sa nulla circa i resti di quei defunti. Del colera ne ha parlato il notaio Faustino Maltese, il quale descrive in maniera puntuale le condizioni ambientali e le macabre visioni di morti abbandonati per le strade. Infine, il presidente ha annunciato ai presenti che, dopo l’odierna conferenza, l’Associazione ha in programma di fare una escursione a Rosolini per la consueta mangiata di ricotta calda e la degustazione dei prodotti genuini locali.