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BUFARDECI SU PIANO PAESISTICO: “NON SONO CONTRO, MA PER IL CONFRONTO”
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 21/03/2012 alle  18:56:37, nella sezione CRONACA,  923 letture)

Grande partecipazione di pubblico, tra professionisti, imprenditori, categorie produttive, sindacati e ordini al convegno sul Piano Paesistico promosso da Grande Sud nel salone di Palazzo Vermexio. Moderatori del dibattito sono stati l’on. Titti Bufardeci, deputato regionale, il senatore Roberto Centaro e il preside della Facoltà di Architettura di Siracusa, prof. Carlo Truppi. “Non siamo contrari – ha detto Bufardeci - al piano paesistico in astratto. E’ un provvedimento necessario, ma che esce fuori in ritardo, dopo oltre 70 anni, oltretutto non come la legge prevedeva e cioè frutto della massima concertazione ed accordo col territorio. Perché come vuole il codice dei beni culturali e del paesaggio è necessario il massimo accordo tra istituzioni, parti sociali, attività produttive, categorie ed ordini. Come dire che la città si siede, discute e partorisce la sintesi migliore. Ciò non è stato fatto sinora. Il rischio fortissimo è alimentare contenziosi con chi ha già progetti edificabili in corso, per avere avviato iniziative sulla scorta del Prg. Stranezze siciliane, per esempio, estendere il limite di costruzione sino a 300 mt dal mare (rispetto ai vecchi 150), in grave danno per chi ha costruito abusivamente e rischia altissimi contenziosi. Il problema vero è non dividersi tra cementificatori ed ambientalisti, ma capire, soprattutto in un periodo grave crisi come quello che stiamo vivendo, che dobbiamo partire da un unico presupposto, che è l’ obbligo di fare, confrontarsi e fare buona architettura e costruzione. Lo sviluppo della nostra città è fatto di centri convegnistici,di ricettività alberghiera di grande livello, di portualità, di campi da golf. Questo piano invece ingessa tutto e blocca persino l’attività industriale. Premessa di ogni tipo di azione deve essere rimettere al centro del dibattito cittadino il piano paesistico perché si possa rivisitare, perché non produca effetti devastanti”.