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NICOLA BONO LASCIA IL PDL
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 15/03/2012 alle  14:12:15, nella sezione CRONACA,  1166 letture)

“Lascio il PDL ma, allo stato, non intendo aderire a nessun partito". Con queste parole il presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono ha ufficializzato la sua nuova posizione. “Il PDL di Siracusa, - ha aggiunto - in questi anni ha evidenziato una sostanziale incapacità di analisi e azione politica che ha determinato una totale assenza di percezione circa la drammatica crisi socio-economica del territorio e circa le ragioni del profondo disagio della popolazione esploso in recenti ripetute manifestazioni pubbliche di protesta. Il partito è stato assente perfino sotto il profilo dell'informativa sui positivi risultati conseguiti dalla mia amministrazione tra i quali, a titolo esemplificativo: il risanamento dei conti della Provincia, tra le pochissime in Italia ad aver sforato il patto di stabilità nel 2007; il completamento di molte opere pubbliche considerate incompiute storiche e l'attivazione di nuove opere per un totale di circa 170 milioni di euro; l'adozione del Piano Territoriale Provinciale, principale strumento operativo dei compiti di programmazione dell'ente”. Bono ha accennato anche alla possibilità di dimettersi da presidente: "Ho valutato di lasciare anche l'esperienza amministrativa, dando le dimissioni da Presidente della Provincia Regionale, ma sono giunto alla conclusione che il conseguente commissariamento dell'ente, per oltre un anno, costituirebbe un oggettivo danno all'interesse pubblico in un momento in cui, invece, la gravità della situazione impone il massimo impegno a ciascuna entità pubblica e, in particolare, alla Provincia Regionale che, in questi anni di crisi, ha svolto egregiamente i propri compiti, nonostante i tagli alle risorse e le oggettive difficoltà”. Anche questo decisione di Bono è un indicatore dello stato di difficoltà in cui versa il partito di Berlusconi a Siracusa dopo le polemiche scaturite dai risultati del congresso provinciale e malgrado le rassicurazioni del coordinatore Bellucci. Come cittadini ci preoccupa di più la situazione occupazionale del territorio siracusano in tutta la sua drammatica realtà, migliaia di dipendenti in cassa integrazione e licenziati negli ultimi anni, l'area industriale ferma al palo, l'attività portuale del più importante porto petrolchimico del Mediterraneo, Augusta, sempre più carente a causa della mancanza di una moderna progettualità.