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NONOSTANTE ILMALTEMPO, SALA PIENA PER ZYGMUNT BAUMAN
di Redazione (pubblicato il 11/03/2012 alle  18:03:45, nella sezione CULTURA,  1147 letture)

Il maltempo non ha frenato l’entusiasmo dei fans del prof. Zygmunt Bauman. Sala piena al Museo Archeologico “Paolo Orsi” per la seconda ed ultima giornata di studi internazionali su “Modernità liquida in difesa di un paesaggio solido”. Molti i giovani presenti, avevano tutti in mano almeno un libro di Bauman pronto ad essere impreziosito ancor di più con un autografo del grande sociologo polacco. Che non si è fatto sottratto ai flash, alle domande e alle strette di mano dei suoi proseliti. Il bello della diretta ha creato non poche difficoltà al regolare svolgimento della giornata. Bauman, in apertura, aveva annunciato una improvvisa variazione di programma; per motivi di tempo, è stato costretto a ridurre e cambiare il testo del suo intervento. Questo improvviso cambiamento ha messo in imbarazzante difficoltà l’interprete, una nota docente universitaria. Il sociologo polacco ha deciso inaspettatamente, soprattutto per la traduttrice, di parlare a “braccio” senza seguire uno schema preciso. Superato il momento di imbarazzo il “dialogo” con Bauman è proseguito su angosciosi interrogativi, uno fra tutti la globalizzazione che porta alla solitudine del singolo, e al rapporto Politica-Potere che, a detta di Bauman, andrebbe recuperato e riconsolidato. Questa la sfida, il grande messaggio che Bauman ha sentito di lasciare ai giovani: “Mi auguro che i giovani siano in grado di raccogliere questa sfida e di saperla attuare al più presto. Ristabilire il matrimonio tra potere e politica significherà mettere al bando qualsiasi forma di supremazia da parte dei mercati che in questo momento regnano sovrani a dispetto dei veri problemi che sono di identità sociale non solo ed esclusivamente economica”. Bauman ha avuto anche belle parole per la Sicilia, il suo territorio che va difeso, per la sua cultura madre di tutte le culture del mondo. “Trovo il paesaggio una risorsa fondamentale, ed il paesaggio siciliano nella fattispecie è straordinario. Due giorni fa sono stato a Noto, e sono rimasto molto colpito dagli sforzi fatti dai siciliani di voler risolvere i problemi che li affliggono. Problemi anche questi caduti dall’alto. Una grande storia la vostra: il teatro greco che ha influenzato tanto l’Inghilterra paese in cui vivo. Apprezzo anche i tanti progetti interessanti volti a conquistare una nuova vita e a rimpossessarsi del passato glorioso per un futuro migliore”. La giornata si è aperta con i saluti di Roberto Fai del Collegio Siciliano di Filosofia, del preside di Architettura Carlo Truppi, del vice presidente del Consorzio Universitario Archimede, Giuseppina Ignaccolo, si è cosi subito entrati nel vivo del convegno, partendo da un assunto: “La globalizzazione esiste e dentro di essa stanno scritti la nostra esperienza e il nostro futuro”. Secondo Benedetto Gravagnuolo dell’Università Federico II di Napoli “non sappiamo né chi né con quale razionalità si stiano determinando la crisi ed il crollo delle borse che, da Wall Street allo spread, condizionano la nostra esistenza. L’aspirazione al mercato unico non è cosi lontana. Occorre però elevare il controllo culturale sui mezzi. Non il mezzo, ricordate, ma è l’uomo che usa la tecnica. Basta un esempio: un coltello può servire sia per mangiare che per uccidere. Allo stesso modo, l’energia può essere utilizzata per scopi giusti (illuminare, riscaldare) ma anche per distruggere.”. La giornata è stata chiusa dal regista attore Alessandro Quasimodo che ha recitato una poesia del padre Salvatore, premio Nobel per la Pace.