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MALGRADO L’ESITO DEL REFERENDUM SI LUCRA ANCORA SULL’ACQUA BENE COMUNE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/02/2012 alle  15:54:49, nella sezione CRONACA,  1022 letture)

I comitati spontanei dei cittadini e le associazioni aderenti al forum siciliano di “Acqua bene comune” sono di nuovo in agitazione come un anno fa prima del referendum sull’acqua, che era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell'acqua nessuno deve fare profitti. E la risposta dei cittadini, il 95,8% a favore della cancellazione del profitto, non lascia alcun dubbio sull'opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, a distanza di un anno circa, risulta che in tutto il territorio nazionale nessun gestore ha applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. Da più parti si ritiene necessario promuovere una mobilitazione volta a chiedere il rispetto del referendum, focalizzandosi in particolare sulla "quota-profitto" che, nonostante dovesse essere eliminata dalle bollette, risulta ancora attiva in tutto il territorio nazionale. La quota si riferisce alla «remunerazione del capitale investito» e incide sulle bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e il 20%, percentuale che non è relativa alla gestione della risorsa. Non un dettaglio da poco, infatti, togliendo la quota di “solo profitto” un condominio di 80 famiglie potrebbe risparmiare circa 2.000 euro. Peccato quindi che, nonostante la normativa post-referendum sia in vigore dal 21 luglio 2011, le tariffe del servizio idrico non siano ancora state alleggerite: ecco il motivo del movimento dal basso che nei prossimi weekend vedrà attivarsi in decine di città italiane i gazebo del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini sulla possibilità di far valere il proprio voto, andando a ricalcolare, grazie all’assistenza di esperti, la tariffa che effettivamente andrebbe pagata per il servizio idrico, al netto della “quota-profitto” di cui ancora beneficiano i gestori privati.