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I CAMIONISTI IN SCIOPERO BLOCCANO AUGUSTA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 16/01/2012 alle  18:30:46, nella sezione CRONACA,  1161 letture)

Partita stamattina anche ad Augusta malgrado la pioggia la manifestazione organizzata dal Movimento Forza d’Urto che dovrebbe durare nelle intenzioni fino al 20 gennaio. Gli autotrasportatori dell'Aias e i produttori agricoli del Movimento dei Forconi protestano contro l'aumento del costo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata. Queste categorie produttive stanno soffrendo di più rispetto al resto d'Italia perché la Sicilia è oggettivamente periferica e nessun intervento dello Stato è stato adottato in maniera da non allontanare ulteriormente dall'Europa la pur operosa realtà agricola siciliana che, unitamente ai trasportatori, subisce fortemente gli ultimi rincari del mercato del carburante sovraccaricato oltretutto dalle eccessive accise statali. Uno sciopero spontaneo che però rischia di produrre un eccessivo caos e che almeno ad Augusta non è ben visto dai cittadini che stamani hanno dovuto muoversi per le principali strade cittadine immersi nello smog creato da centinaia di marmitte dei camion incolonnati col motore acceso. Il Movimento dei Forconi su internet posta trionfalmente: “Trasporto su gomma bloccato in tutta la Sicilia, 100 mila siciliani, oltre 100 presidi, la stampa internazionale punta i riflettori sull'isola per capire se l'esperienza del nuovo vespro siciliano può essere esportato in tutto il mondo così come è successo con al rivoluzione del 1848”. Ma la manifestazione, che dovrebbe continuare ed essere articolata fino al 20, non è ben vista neanche dal CNA, che per bocca del segretario provinciale Pippo Gianninoto, ha fatto sapere di non approvare le modalità e i tempi di uno sciopero inscenato in un momento di confronto costruttivo col governo. Infine la Fai Sicilia, la federazione degli autotrasportatori siciliani, non condivide la scelta dell’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani di unirsi alla protesta degli aderenti al movimento dei Forconi e al movimento Forza d'urto poiché gli autotrasportatori non soffrono delle stesse difficoltà di agricoltori, artigiani, allevatori e pastori. I problemi degli autotrasportatori non devono e non possono essere confusi con quelli di altri soggetti. Pur nella consapevolezza della pesante situazione in cui versano gli autotrasportatori dell’isola la Fai Sicilia ribadisce la contrarietà ad una protesta di carattere territoriale. Le difficoltà oggetto della vertenza riguardano tutti gli autotrasportatori italiani. Se il Governo nazionale non dovesse confermare ufficialmente e nel brevissimo periodo gli intenti prospettati nell’incontro dello scorso 11 gennaio a Roma, solo allora la Fai Sicilia si unirà al fermo nazionale.