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ANCHE LíMPA DI AUGUSTA DIFENDE LíOSPEDALE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 13/01/2012 alle  14:51:08, nella sezione CRONACA,  1013 letture)

La Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 5 gennaio 2012 ha pubblicato il Decreto del 2 dicembre 2011 riguardante la ridefinizione dei punti nascita in Sicilia. Emerge che l’ospedale Muscatello non avrà più un punto nascite né i reparti di ginecologia e pediatria: tutte specialità che andranno nel nuovo nosocomio di Lentini. Ginecologia, ostetricia e pediatria rappresentano, o per meglio dire rappresentavano, un terzo circa dei posti letto dell’ospedale di Augusta, si può dire pertanto che i reparti per acuti saranno trasferiti a Lentini e che ad Augusta rimarranno solo i cronici e i convalescenti. Si parla tanto di "compensazione" per l'ospedale ma i cittadini di fatto assistono allo smantellamento annunciato in gazzetta ufficiale regionale del nosocomio megarese. I posti letto di oncologia e psichiatria basteranno, se e quando istituiti, ad assicurare la vita futura di questa struttura ospedaliera sul viale del tramonto? Nell’occhio del ciclone, a seguire i numerosi post dei social network più diffusi, è l’Mpa, che in molti legano alle sorti dell'ospedale Muscatello, individuando nel governatore Raffaele Lombardo e nel suo assessore alla sanità Massimo Russo le menti perverse di questa spogliazione di un ospedale prezioso per i cittadini augustani e per il territorio di riferimento, Priolo, Melilli, Sortino. “Sia chiaro che sulla vicenda dell'ospedale saremo critici anche con i nostri leaders - ha però dichiarato in un intervento il coordinatore cittadino dell’MPA Domenico Tringali. - Il presidente Lombardo sta cercando di risanare la sanità siciliana. Purtroppo altri non hanno fatto nulla per evitare la costruzione di una mega cattedrale nel deserto. Oggi qualche dirigente sanitario vuole riempire quella struttura a scapito di Augusta. La politica - continua Tringali - non è solo appartenenza a un partito, ma è la capacità di intessere relazioni, di lottare per difendere i diritti di una comunità, di preservare i più deboli, di vivere i tempi in maniera libera con un pensiero che si esplicita nella realtà con cui ci si confronta quotidianamente. Ci è stata promessa una contestualità nei trasferimenti, se non sarà rispettato il patto di avere i nuovi reparti, quali il polo di eccellenza oncologico e la permanenza di pediatria, completi ed operativi prima del trasferimento dei reparti a Lentini, siamo pronti ad azioni eclatanti di protesta".