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SIRACUSA E’ UNA CITTA’ D’ARTE, FORSE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE LO HA DIMENTICATO
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/01/2012 alle  12:18:14, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  1086 letture)

Mariarita Sgarlata, componente del movimento di cittadini "Energie nuove" di Siracusa, ha fatto pervenire agli organi di stampa un interessante comunicato sulla traballante situazione della città di Siracusa. Energie Nuove è una libera Associazione politica e culturale il cui nome è preso in prestito dalla rivista fondata da Piero Gobetti nell’anno 1918. Come ricorda Gaetano Salvemini, Energie Nuove fu «un sintomo prezioso del rinnovamento che si è andato maturando nello spirito della nostra gioventù durante questi anni di guerra. Quando i giovani cominciano a pensare con la loro testa e dimostrano di saper pensare, vuol dire che è prossimo a finire il dominio dei vecchi». L’Associazione, che si ispira agli ideali del liberalsocialismo, si propone il perseguimento di finalità culturali, sociali, educative e formative nell’ambito delle materie umanistiche e della cultura civile, la loro divulgazione, anche attraverso opuscoli, manifesti, convegni e seminari. Inoltre Energie Nuove si impegna nell’azione politica, nonché in ogni altra forma di diffusione di tipo associativo di principi ispirati alla crescita politico culturale della società civile. "In questi anni – dice il comunicato di Energie Nuove - siamo stati abituati a Siracusa a sentire da una parte le voci della propaganda, che ostinatamente hanno pubblicizzato i grandi risultati raggiunti dalla nostra città, dall’altra a riscontrare nelle classifiche della stampa nazionale la cruda realtà dei dati statistici, che fanno emergere chiaramente gli errori di un’amministrazione miope e autoreferenziale. Un’amministrazione che non ha mai avuto una linea unica e ferrea sulla questione della ZTL, come invece avviene in molte altre città italiane, in cui le decisioni dei sindaci, per quanto impopolari (Renzi a Firenze, per esempio), vengono accettate e, nella lunga durata, anche apprezzate. Quante volte nei consigli comunali l’attuale sindaco ha lacrimevolmente ricordato che, assecondando le richieste degli ambientalisti (portatori di negatività economica) e della società civile, nauseata dallo scempio della città, certificato anche dal Sole 24 ore, si sarebbe recato un danno all’economia cittadina? Ora più che mai è il momento di sottrarci a questo ricatto. Aprire Ortigia alle macchine non risolve la crisi dei commercianti, perché la crisi esiste anche negli altri quartieri della città, in cui è possibile posteggiare in tripla fila davanti ai negozi. E’ vero invece che la carenza dei trasporti pubblici penalizza, in particolare, Ortigia ma la soluzione già da parecchi anni era a portata di mano. Bastava potenziare il servizio navetta e non continuare a ripetere che le corse erano sufficienti! Si sono chiesti i commercianti siracusani perché, in altre città italiane, (un esempio per tutti, Bolzano), i loro omologhi hanno combattuto strenuamente contro la realizzazione di centri commerciali nel raggio di 30 chilometri? Erano tutti ambientalisti o forse invece avevano capito meglio di loro che la proliferazione dei centri commerciali, vicino alla città, li avrebbe danneggiati? E ancora, quando tutti, assecondando gli interessi filogovernativi, si dichiarano concordi nella necessità di dotare Siracusa di due elefantiaci porti turistici, hanno riflettuto abbastanza sulla presenza, all’interno dei due progetti (Marina di Archimede e Marina di Siracusa), di due enormi centri commerciali che “murerebbero” il passaggio agli acquisti nel resto della città? La verità è che i nostri amministratori hanno voluto una Montecarlo e si sono ritrovati con una città fantasma, volevano una Ferrari e hanno invece una Cinquecento. I turisti che arrivano a Siracusa non cercano nella nostra città una nuova Montecarlo ma una città d’arte con una storia unica e un territorio di grande interesse naturalistico. E non pensiamo che i croceristi vogliono il centro commerciale, perché ogni giorno migliaia di croceristi invadono le strade, pulite, di Dubrovnik in Croazia e non si disperano se non trovano l’Auchan, il Carrefour o altro. Da questo dobbiamo ripartire, dal considerare Siracusa una città d’arte, che merita un centro storico a traffico limitato perché è il passato della nostra città l’unico in grado di assicurarci un futuro".