\\ Home page : Articolo : Stampa
LAVORATORI IN NERO E MORTI BIANCHE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 18/07/2011 alle  09:53:17, nella sezione CRONACA,  936 letture)

Un’operazione di contrasto al fenomeno del lavoro nero messa a punto dalla guardia di finanza nel territorio della provincia di Siracusa ha dato risultati preoccupanti visto che su cento controllati venti lavoratori risultavano non in regola. Le fiamme gialle della compagnia siracusana, della tenenza di Noto, della brigata di Pachino e della sezione operativa navale del capoluogo in collaborazione operativa con i funzionari dell’Ispettorato del lavoro hanno passato al setaccio varie aziende da Siracusa a Portopalo.  In particolare sono stati intensificati i controlli agli esercizi commerciali obbligati al rilascio di scontrini e ricevute fiscali e le attività che impiegano lavoratori stagionali. Le tipologie commerciali sottoposte a controllo sono in particolare quelle operanti nel settore della ristorazione, stabilimenti balneari e bar. Sono state controllate le posizioni di circa 100 lavoratori, riscontrandone la posizione irregolare per circa il 20% di essi. In un caso è stato eseguito un provvedimento di sospensione della licenza, che scatta quando i lavoratori “in nero” sono superiori al 20% di quelli regolarmente assunti. Ai commercianti sono state comminate sanzioni che vanno da mille a 12 mila euro per ogni lavoratore irregolare scoperto, maggiorate di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo. Questo triste fenomeno si ricollega a un altro ancor più tragico del mondo del lavoro. Se i lavoratori sono irregolari, in nero, figurarsi se si bada alle norme sulla sicurezza e questo risulta evidente leggendo le cronache quotidiane che parlano di morti soprattutto nella zona industriale e nell’edilizia. Una tragedia che si replica continuamente, di cui le cronache parlano troppo spesso. Di poco tempo fa la morte di Gabriele Serrano, giovane operaio ventitreenne di Augusta, e di Luigi Catania, siracusano di 42 anni, i due operai feriti nell’incidente sul lavoro avvenuto in una raffineria nei pressi di Cagliari, costato la vita al loro collega Pierpaolo Pulvirenti, di 25 anni. I tre, dipendenti di una ditta di Catania, stavano operando la manutenzione di un serbatoio di un impianto in fermata. Questa della pulizia dei serbatoi che mai si riesce ad effettuare in piena sicurezza, come dimostrano i tanti casi di infortunio sul lavoro e le mortalità conseguenti avvenute nella nostra zona industriale, è una vecchia storia. Come ha ribadito Sanzaro della CISL “non si può barattare il lavoro con la sicurezza, un bene da preservare ad ogni costo e sempre. Ci deve essere una soluzione e per questo ci si deve impegnare su tutti i fronti con il massimo rigore. Parliamo di sicurezza degli impianti, di formazione dei lavoratori, ma torniamo a parlarne sempre dopo l’ennesima tragedia”.