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SI CHIUDE L’ANNO CON LO SPAURACCHIO DEL RIGASSIFICATORE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 26/12/2011 alle  10:20:04, nella sezione CRONACA,  973 letture)

Si torna a parlare in questo ultimo scorcio dell’anno del rigassificatore, un impianto considerato invasivo e pericoloso che andrebbe innestato nella zona industriale di Priolo contribuendo ad aumentare i pericoli di un territorio già ampiamente esposto e compromesso, già occupato dal polo petrolchimico, già ad alto rischio sismico e di maremoto. Il rigassificatore dovrebbe servire solo a riportare il gas trasportato dalle metaniere alla condizione gassosa prima di intubarlo per pomparlo verso il nord della penisola. Ma è possibile non si possa trovare un sito lontano da centri abitati, da un polo petrolchimico, da mille serbatoi di sostanze infiammabili e tossiche, in una zona meno rischiosa dal punto di vista sismico? Magari in territori più prossimi alla destinazione finale del gas? Certo ognuno vuole allontanare da se i pericoli per piazzarli nell’orto del vicino, è questa la logica per cui il rigassificatore si vuole piazzarlo proprio tra Priolo e Augusta? Proprio nella zona più a rischio? E il sindacato cascherà ancora una volta nella trappola, consentendo lo scempio del territorio in cambio di alcuni posti di lavoro per breve tempo, ripetendo l’errore commesso tanti anni or sono? Magari una postazione in mare, a parecchi chilometri dalle coste, in zona non sismica, non sarebbe una soluzione possibile? Non sarebbe meno pericolosa? Ricordiamo a questo proposito che l’assemblea consiliare del 14 settembre scorso riunitasi per discutere dello schema di convenzione sui principi e l’ammontare delle misure di compensazione e riequilibrio ambientale tra il Comune di Augusta e la Ionio Gas S.r.l. a seguito della realizzazione dell’impianto aveva espresso un parere numericamente valido ma che certo non rappresenta la volontà della maggioranza degli abitanti di Augusta. La scelta di quest’opera da realizzare nel contesto di un’area già fortemente provata dalla massiccia presenza di impianti industriali obsoleti ha coinvolto ancora una volta il sindacato che è sempre pronto a sottostare al ricatto di qualche manciata di posti di lavoro. Nessuno è contro lo sviluppo economico certo, ma davvero il nostro territorio è ancora in grado di sopportare un nuovo insediamento industriale ad altissimo rischio di incidente rilevante? I 33.000 abitanti di Augusta riceveranno 8 milioni di compensazioni, circa 242 euro a persona che serviranno per “risollevare il futuro della nostra Città”. Un prezzo che pare a molti somigliare ai famosi trenta denari, determinando un precedente storico per quanto riguarda l’abbassamento della soglia della sicurezza per ogni singolo abitante.