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CHIUSA E DISMESSA LA GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA DI FLORIDIA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 14/08/2020 alle  12:15:04, nella sezione CULTURA,  285 letture)

Questi sono tempi in cui arte e cultura vengono sacrificate sull'altare della pandemia. Ma non solo: anche su quello della carenza di risorse e della insensibilità di una classe politica e amministrativa cieca, che ritiene inutile ogni manifestazione dell'intelletto. In questi giorni a Floridia è stata deliberata la chiusura della Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, sale espositive ubicate al piano nobile di palazzo Raeli e contenenti numerose opere d'arte di importanti artisti siciliani, frutto peraltro di generose donazioni. Nei mesi precedenti un provvedimento del Commissario straordinario del Comune, dott. Giovanni Cocco, ne aveva ordinato la chiusura prevedendo la possibilità di trasferire parte delle opere nei locali a piano terra della biblioteca comunale di palazzo Casaccio. Sgomento degli operatori culturali del paese dell'entroterra siracusano culminato nelle dichiarazioni del presidente dell’associazione Nuovi Segni, il noto semiologo Salvo Sequenzia che ha fatto notare "l’intempestività e l’intemperanza" della decisione, presa dal commissario senza sentire le parti politiche, culturali e sociali della città. "Il museo è espressione di una comunità, ha una sua storia, radicata nel territorio di appartenenza; ha una sua identità, che si estrinseca nelle attività realizzate, nella progettualità, nella programmazione, nelle relazioni instaurate con altre realtà similari e altri soggetti culturali. Ci sono responsabilità ben precise, di ordine politico ed etico, che investono il provvedimento adottato e che si pongono oltre – ha detto Sequenzia – il mero provvedimento preso per ragioni tecniche di natura contabile. Il provvedimento del Commissario Cocco, infatti, adottato nel silenzio colpevole della politica e nell’indifferenza di quanti, in altri tempi, si sono compiaciuti di fare passerella durante le inaugurazioni di mostre e di eventi, ha spazzato via in un sol colpo il lavoro di un ventennio. L’idea di realizzare un museo d’arte contemporanea matura agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso nell’ambiente artistico legato al laboratorio d’arte contemporanea “Gruppo F”, fondato nel 1986 dagli artisti e docenti Nino Burgio, Vittorio Adorno, Nuccio Vasile e Lino Tinè. Saranno Burgio e Tinè, nel 2002, a proporre agli artisti Turi Volanti e ai fratelli Nino e Tano Brancato di condividere il progetto di donare alcune loro opere per la fondazione di un museo a Floridia. Ma i tempi, allora, non erano ancora maturi. Sarà nel 2010, grazie alla sensibilità dell’amministrazione di allora, guidata dal sindaco dottor Arturo Spadaro, e grazie anche alla disponibilità del proprietario dello storico palazzo Mazzarella Avolio, il dottor Sebastiano Raeli, che mette a disposizione il piano superiore del palazzo a un costo simbolico di affitto, che la Galleria d’arte contemporanea vedrà la luce con la collezione costituita da dipinti, acqueforti, disegni, sculture e installazioni degli artisti Lino Tinè, Nino e Tano Brancato e Turi Volanti, i quali doneranno le loro opere alla comunità floridiana vincolandole al luogo che le accoglie. Durante il decennio trascorso il museo è stato sede di importanti iniziative culturali: mostre, conferenze, seminari, concerti ed iniziative di rilievo. L’ipotesi di trasferire le opere nei “bassifondi” della biblioteca comunale, in locali umidi e inadatti allo scopo, viola le disposizioni degli artisti, mortifica la loro volontà e costituirebbe un serio pericolo per l’integrità delle preziose opere. La chiusura del museo rappresenta per Floridia non solo una sconfitta culturale, ma anche politica, poiché un museo offre alla collettività, soprattutto ai giovani, una occasione significativa di formazione e di crescita, nonché di sviluppo della comunità".