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SALVO SEQUENZIA PRESENTA LE GEOMETRIE INCOMPRENSIBILI DI CAMPISI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 27/01/2019 alle  16:25:03, nella sezione LIBRI,  253 letture)
Presso la libreria Mondadori di Avola si è tenuta la presentazione della silloge di poesie di Salvo Campisi dal titolo "Geometrie incomprensibili" edita da Gepas. Sono intervenuti l'editore Orazio Parisi, la pittrice Nelly Gallitto, il semiologo e critico Salvo Sequenzia e l''attore Max Inturri che ha letto brani tratti dall'opera poetica di Campisi accompagnato alla chitarra da Umberto Nerini. Salvo Campisi, avolese, è un cantautore che appartiene a quella generazione di cantautori/poeti che ha fatto propria la grande tradizione della canzone d’autore italiana, europea e americana, da De Andrè a Conte, da Cohen a Dylan, innestandola su una personalissima ricerca musicale ed espressiva fortemente legata alle matrici culturali della Sicilia e del Mediterraneo. Così ha scritto il semiologo Salvo Sequenzia commentando la nuova raccolta di versi di Campisi: «Riconosciamo alla poesia di Salvo Campisi una potenza di rappresentazione i cui esiti formali – strutturali, compositivi, stilistici - sono fra i più rappresentativi di una generazione di poeti che ha maturato la propria esperienza attingendo alla “nuda sostanza del vivere” e liberandosi dalla zavorra degli accademismi. Quella di Salvo Campisi è una poesia nata “matura”. Essa si innesta sul versante di quella “scuola” di cantautori-poeti che, a partire dagli anni sessanta del XX secolo ha assunto un importante rilievo nel panorama letterario, artistico e culturale italiano ed europeo, ispirandosi a quella dimensione di ostinata precarietà che esprimono la poesia di Antonio Porta e della seconda scuola milanese; a quel senso di disappartenenza che segna la vicenda di alcuni fra i poeti più eminenti della giovanissima generazione adunatasi attorno a Nicola Crocetti, a Umberto Piersanti, ad Andrea Cortellessa, ad Antonio Contiliano e Nino De Vita. Di questa dimensione del disincanto e di questo senso della disappartenenza si prende carico la poesia di Campisi, che nella sua bruciante misura di canto attesta lo smarrimento di una generazione assumendo temi come quello dello sradicamento, legato a quello dell’identità e della memoria; quello della perdita e del riconoscimento legati a un rapporto irrisolto con le proprie radici».