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AL PALAZZO DEL GOVERNO RECITAL DI ANTONIO SPARATORE
di Redazione (pubblicato il 11/07/2018 alle  16:55:58, nella sezione EVENTI,  194 letture)
Venerdì 13 luglio alle ore 19,00 il Palazzo del Governo di Siracusa in via Roma ospiterà una serata dedicata ad Antonio Sparatore, scrittore e appassionato di musica che recentemente ha dato la stura alla sua creatività probabilmente repressa negli anni dedicati al lavoro e che dopo il pensionamento è affiorata prepotentemente inducendolo a pubblicare numerosi libelli. Questa sua opera ultima nata, "La mia Sicilia", è un insieme di testi e musiche pubblicate a stampa, ma soprattutto incise dall'autore in un cd tutto da godere. La serata si preannuncia composita: sarà lo scrittore e critico d'arte Raimondo Raimondi a presentare il libro di Sparatore e a leggere assieme a Rosetta Barcio alcuni brani. Faranno da scenografia al tutto le opere pittoriche di Aurelio Caliri e di Sebastiano Berritta, mentre sarà lo stesso autore a interpretare i tredici brani contenuti nel cd, le tredici canzoni in lingua siciliana con innovative sonorità decisamente rock. Antonio Sparatore si è chiesto cosa raccontare, ma si è dato subito una risposta: avendo oramai una certa età gli è bastato guardarsi indietro, richiamare alla memoria i fatti del suo passato, di una vita vissuta. Storie e immagini non gliene sono mancate. Così è nato il libro e l'allegato cd tutto “fatto in casa”. Le basi musicali sono state create dal nostro senza la collaborazione di alcun musicista professionista, utilizzando e mixando vari strumenti: chitarre, un basso elettrico, una tastiera elettronica, pianoforte, a volte un’armonica a bocca e un “cimmulu”, un tamburello tipico siciliano. Ancora, le percussioni sono state create con strumentazione digitale, così come i cori dovuti alle meraviglie dell’elettronica. Ma entriamo nel merito del contenuto strettamente poetico. "Na littra d'amuri" ricorda tempi in cui ancora si usava la penna e la carta per comunicare con la donna amata, "Acqua ianca" è la nostalgica rappresentazione di un mare pulito e trasparente, il mare dell'infanzia felice, con un richiamo a quello scoglio a forma di arco che era la caratteristica di Fontane Bianche e che oggi non esiste più. Così il ricordo di "M'accattai na varca" un sogno di bambino che, una volta realizzato, forse troppo tardi, non ha più lo stesso sapore. E così via con momenti intimistici come in "Chiovi", atti d'amore verso la propria città come in "A marina", "Un casteddu e 'n tiatru", "U risinu" e nel nostagico testo de "U palluni", o verso gli amati cani, come in "Ambra" e "N'omu e 'n cani", con un accenno anche all'umanità dolente in "Mamadù" e nell'autoironica "W i prostatici", fino alla conclusiva poesia dedicata al fratello che non c'è più e intitolata semplicemente "Me frati". Ma più che leggerli i testi di Sparatore, bisogna ascoltarli, dal suo cd, con quella musica che audacemente mixa sonorità siciliane a ritmi rockeggianti o, ancor meglio se si ha la fortuna di ascoltarli dal vivo, nell'interpretazione dell'autore.