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SUCCESSO DI AGON AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 11/06/2018 alle  08:53:30, nella sezione EVENTI,  245 letture)
Partecipazione straordinaria di pubblico al Teatro Greco di Siracusa per la dodicesima edizione di “Agòn”. Oltre tremila spettatori hanno seguito lo spettacolo organizzato dal Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights (già noto come ISISC), dalla Fondazione INDA, e dall’associazione Amici dell’Inda. “Agòn”, mettendo insieme la rappresentazione teatrale con le dinamiche tipiche di un vero e proprio processo, ha trattato ieri il tema “dell’omicidio aggravato o follia non punibile”, simulando il processo a Eracle (interpretato dall’attrice Mariagiulia Colace). Nella tragedia di Euripide, l’eroe e semidio della mitologia greca, è accusato di aver assassinato la moglie Megara e i suoi figli dopo averli liberati dal Tiranno Lico. Il protagonista diventa dunque oggetto della peggiore catastrofe per sua stessa mano, ma è al contempo “vittima” del malvagio piano di Era, che riesce nello scopo di farlo impazzire attraverso Iris, sua messaggera, e Lissa, personificazione della rabbia. Ad aprire la serata il Dott. Michele Consiglio, Magistrato e Presidente del Consiglio Scientifico Regionale del Siracusa International Institute, che ha introdotto il tema della tragedia e presentato i protagonisti. A seguire i saluti del Consigliere Delegato della Fondazione Inda, Pier Francesco Pinelli, e del Presidente dell’associazione “Amici dell’Inda“, Giuseppe Piccione. Il Tribunale teatrale ha visto il Dott. Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Corte Suprema di Cassazione, nel ruolo di giudice. A sostenere i panni di pubblico accusatore è stato Antonio di Pietro, già sostituto procuratore del pool di Mani Pulite, mentre la difesa di Eracle è stata sostenuta da Giuseppe Fanfani, presidente della nona commissione del Consiglio Superiore della Magistratura. Al termine di un dibattito quanto mai appassionante e coinvolgente, il pubblico ha espresso il suo giudizio, sventolando a larghissima maggioranza i cartellini rossi e dunque condannando Eracle “per l’eternità”, come chiesto dall’accusa. Di diverso avviso però il giudizio espresso dal giudice Giovanni Canzio che, dopo aver ricostruito i fatti e spiegato al pubblico i principali elementi di valutazione, ha assolto Eracle in quanto incapace di intendere e di volere al momento del delitto, disponendo esclusivamente il ricovero in un ospedale psichiatrico.