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L’ALTRA CONVERSAZIONE. UNO STUDIO DEL SEMIOLOGO SALVO SEQUENZIA SUL CAPOLAVORO DI VITTORINI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 06/04/2018 alle  20:51:56, nella sezione CULTURA,  283 letture)
Nel dicembre del 1953 esce in Italia la settima edizione di Conversazione in Sicilia pubblicata da Elio Vittorini per Bompiani. L’edizione è il frutto di un reportage nella Sicilia dei primi anni Cinquanta, poiché, a differenza delle edizioni precedenti, essa presenta un corredo fotografico di 188 scatti realizzati in gran parte dal fotografo marchigiano Luigi Crocenzi. A questa edizione del capolavoro di Vittorini il semiologo Salvo Sequenzia (nella foto) ha dedicato una lunga e appassionata ricerca, che mette in luce i legami tra quest’opera e le esperienze americane del photo-text, che Vittorini aveva già avuto modo di indagare e presentare in Italia sulle pagine del Politecnico. Nella ricerca di Sequenzia, che sarà consegnata in un saggio dal titolo "L’altra Conversazione-Vittorini tra scrittura e fotografia", pubblicata sulla rivista La frusta letteraria, si giunge alla conclusione che questa edizione di Conversazione in Sicilia rappresenta il primo vero esperimento di foto-testo che coinvolge un’opera letteraria compiuto in Italia agli inizi degli anni Cinquanta, anticipando altre esperienze del genere come Un paese, di Cesare Zavattini e Strand, che fu pubblicato soltanto nell’aprile del ’54; o come Le feste religiose in Sicilia,di Sciascia e Scianna, che risale al 1965. Sequenzia, inoltre, ha studiato le precedenti esperienze di illustrazione fotografica che Vittorini aveva già praticato in Americana, la fondamentale antologia di autori americani che farà conoscere in Italia i grandi narratori del nuovo continente. Con Americana Vittorini ha infatti introdotto in Italia, per la prima volta, un foto-testo caratterizzato da uno strettissimo rapporto tra scrittura e fotografia. Con Il Politecnico Vittorini aveva inventato, invece, i ‘racconti per immagini’, una serie di scatti montati con criterio cinematografico e accompagnati da brevi didascalie che raccontavano pezzi di Italia poco conosciuti. Sia nelle sperimentazioni di Americana e de Il Politecnico, sia nell’edizione illustrata di Conversazione in Sicilia lo studio di Sequenzia mette in luce il grande interesse di Vittorini per i nuovi linguaggi della società di massa, in particolare il cinema e la fotografia, evidenziando il ruolo non subalterno, ma autonomo e compiuto, e anzi più pregnante e simbolico, rispetto alla scrittura narrativa, come già aveva intuito a proposito del fumetto, come ha ben indagato Annalisa Stancanelli in un lucidissimo saggio di qualche anno fa.