\\ Home page : Articolo : Stampa
EDITORIALE DI DICEMBRE
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 05/12/2011 alle  17:12:15, nella sezione EDITORIALI,  1216 letture)

Sono di più i ricchi o i poveri in Italia? I poveri. Allora tassiamo quelli! Così ci è apparsa la manovra del governo Monti che aggrava i prelievi fiscali su categorie modeste, colpevoli di aver lavorato per 40 anni in base a un contratto stipulato con lo Stato che ora cambia le carte in tavola in corso d’opera dopo anni di sprechi, che continuano ancora, come prima. O colpevoli di aver risparmiato e di essersi indebitati per farsi una casa, bene primario per tutti gli individui, e ora se la vedono ancora una volta colpire con tassazioni e rivalutazioni di estimi catastali. Ma quante volte si deve pagare una casa? I soldi, guadagnati col sudore e risparmiati non concedendosi lussi consumistici, che sono serviti all’acquisto della casa erano già stati tassati abbondantemente, poi il rogito notarile con ulteriori esborsi a carico dell’acquirente e a favore dello Stato, poi l’Irpef, visto che il reddito catastale si somma al reddito stipendiale, poi l’ICI o la prossima Imu e via di questo passo. E le tassazioni sui servizi comunali spesso inesistenti nei comuni del sud sempre a secco e male amministrati. D’altra parte il Governo Monti ha dimenticato alcuni dettagli nella sua manovra "lacrime e sangue": tagliare le spese militari, fare una patrimoniale sugli alti redditi, avere il coraggio di imporre la tassazione delle ricchezze del Vaticano. Invece nessuna tutela del potere d'acquisto al ceto medio-basso, il che contrarrà i consumi e farà chiudere altri piccole attività commerciali. Nessun provvedimento efficace contro l'evasione fiscale e sui beni confiscati alle mafie. Nessuna prospettiva di sviluppo per occupare quei giovani che oggi sopravvivono a carico delle famiglie di origine che devono sostituirsi agli ammortizzatori sociali, facendo quello che lo Stato non fa e in definitiva garantendo una certa pace sociale in tempi grami. Ma con una simile manovra anche i margini di disponibilità delle famiglie diminuiscono e la pace sociale è sempre più a rischio..