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MOMENTO D'ORO PER IL PITTORE SIRACUSANO SALVATORE ACCOLLA
di Redazione (pubblicato il 15/07/2017 alle  17:12:00, nella sezione ARTE,  393 letture)

accolla fotoSalvatore Accolla è un pittore spontaneo, di sapore naive, ortigiano, affetto da una frenesia creativa che lo porta a dipingere quadri su quadri che spesso espone sui marciapiedi di corso Matteotti per la gioia dei tanti suoi estimatori che hanno dimostrato di apprezzare la sua arte, la sua vena creativa a volte visionaria, a volte frutto di palpabili tormenti interiori. Questi appassionati hanno assorbito centinaia e centinaia di opere che troviamo un po’ ovunque: negli uffici pubblici, nei ristoranti, nelle case private. Poi accolla ha fatto un passo in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte nelle quali ancor più è valsa l’attrazione esercitata dai suoi colori e dalle strane forme dei suoi soggetti preferiti. Le sue tele, infatti, raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche, veramente tantissime opere che, comunque le si voglia giudicare, hanno tutte un denominatore comune, una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico. La riconoscibilità immediata di un quadro di Accolla, la tipicità della sua tematica e della sua cromìa, fa si che, anche quando il soggetto ritratto risulta apparentemente banale, l’opera riesce comunque ad assumere una valenza estetica. Le opere di Accolla erano state presentate al pubblico qualche anno fa nei prestigiosi locali della Galleria Civica di Montevergini al tempo della gestione di Michele Romano, che così allora si era espresso in una brochure realizzata per l’occasione: ”Trovarlo è semplice (Ortigia-Corso Matteotti), scoprirlo artisticamente è più difficile. Chiunque osserva le sue opere rimane meravigliato dall’uso di un colore anti-accademico, con un segno o una pennellata sintetica e dalle geometrie asciutte e solitarie. “Solitario” è il suo vero nome, un artista di strada che dipinge le sue realtà anche a richiesta: “Vuoi una barca? Vuoi un arlecchino? Cosa vuoi che ti faccia? Tu, fruitore attento, hai fiducia e con pochi soldi ricevi un dono, un’opera d’arte aretusea”. Salvatore accolla è veloce nell’esecuzione, poco attento ai particolari, si affida al gesto veloce e graffiante e ad una coloristica amalgamata e giocata su poche gradazioni, dando a volte addirittura il senso di una monocromìa o di una bicromìa, spesso è approssimativo nella costruzione del quadro, ma è sempre originalissimo nell’immaginazione cromatica e nella sintesi del disegno, fino ai limiti di una astrazione pittorica degna di ben maggiore considerazione e di cui, come sempre avviene nelle terre di Sicilia che costantemente applicano l’antico detto “nemo propheta in patria”, si sono già accorti molti stranieri appassionati d’arte. Ora è la volta di Benedetto Speranza, manager dell'arte applicata e dei multipli d'arte, di occuparsi del nostro proponendolo in veste inedita nei nuovi locali espositivi nei pressi del tempio di Apollo. Di Accolla si sta anche interessando la storica dell'arte veronese Daniela Rosi, che intende organizzargli una mostra a livello nazionale. Nel frattempo il regista Paolo Boriani ha effettuato con lui giorni e giorni di riprese per ricavarne un film. Insomma qualcosa si smuove a favore di Salvatore, questo uomo ormai anziano che ha dedicato la vita alla pittura, a volte sottovalutato, deriso, ma che ha sempre mantenuto la sua passione, il suo buon umore, il suo amore incondizionato per il suo cagnone Righel, per Ortigia e per la vita.