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FINANZIAMENTI PER IL CARCERE DI BRUCOLI
di Raimondo Raimondi (pubblicato il 28/11/2011 alle  15:21:47, nella sezione CRONACA,  1023 letture)

L’Ugl Polizia Penitenziaria, con una nota a firma di Nello Bongiovanni, da notizia dell’arrivo di nuovi fondi per la ristrutturazione della Casa di Reclusione di contrada Piano Ippolito sulla strada per Brucoli. “Dopo lo stanziamento dei primi 52 mila euro dalla Cassa delle Ammende per avviare i lavori d’urgenza di carattere igienico-sanitario è dei giorni scorsi la notizia che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria centrale è intervenuto presso il Provveditorato della Regione Sicilia, a seguito delle ripetute richieste fatte anche dalla stessa Direzione, con una nota che inequivocabilmente lascia intendere la fattibilità di un immediato avvio dei lavori in questione già aggiudicati ad una ditta del siracusano. Tale risultato è stato possibile grazie ad una determinante ed efficace azione congiunta tra la segreteria provinciale, regionale e nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria e la Direzione della Casa di Reclusione di Augusta. La soddisfazione di essere riusciti ad ottenere quanto richiesto in merito all’urgente e necessario intervento di tipo strutturale ad Augusta non può, tuttavia, considerarsi completa dato l’ancora irrisolto e annoso problema della carenza di personale di Polizia Penitenziaria ulteriormente aggravata da imminenti ancorché inaccettabili distacchi di agenti dal penitenziario megarese al nuovo complesso di Gela, senza averne prevista debita sostituzione”. Ricordiamo che il carcere di Brucoli è balzato spesso agli onori delle cronache per problematiche riguardanti il rapporto numerico tra i posti previsti e il numero reale dei detenuti e per carenze igieniche e sanitarie, specialmente nel periodo estivo, dovute al razionamento dell’acqua. Ma sono soprattutto la carenza di personale penitenziario e il sovraffollamento i problemi che attanagliano questa istituzione che peraltro gode di una struttura edilizia abbastanza recente e moderna. Ma quando in celle di pochi metri quadrati devono coabitare anche quattro detenuti, la situazione non è certo delle migliori.