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SPLENDORI ARCHITETTONICI DELLA SICILIA IONICA - LA CHIESA DI S. ANTONIO ABATE A TAORMINA
di Lisa Bachis (pubblicato il 02/06/2017 alle  12:46:56, nella sezione CULTURA,  614 letture)

chiesa fotoL’edificio chiesastico titolato a S. Antonio Abate sorge in prossimità della prima cinta muraria esterna meridionale di Taormina, a poca distanza da dove era costruita la porta turrita, detta “porta S. Antonio” e che prendeva il nome dalla vicina chiesetta, così come lo spiazzo antistante. La porta che costituiva il primo varco d’accesso alla città, è stata distrutta durante i bombardamenti anglo-americani, il 9 luglio del 1943 e di essa, resta solo una piccola porzione di muro. Anche la chiesa di S. Antonio Abate veniva distrutta quel giorno, e ricostruita nel triennio dal 1945 al 1948, sotto la supervisione dell’architetto napoletano Armando Dillon.
La chiesa, dedicata al santo e monaco egiziano Antonio, il quale – dopo aver rinunziato ad ogni ricchezza terrena – decideva di ritirarsi per dedicarsi ad una vita di preghiera ed eremitaggio, è stata edificata nel 1330, dunque da annoverarsi tra le chiese più antiche di Taormina. L’edificio, è posto extra moenia, rispetto all’abitato urbano medievale. Inoltre, gli stili architettonici visibili all’esterno sono di epoche differenti, segno evidente anche in altre chiese cittadine dell’avvicendarsi di diverse fasi storiche. Riedificata, utilizzando le medesime pietre lavorate, “i conci”, recuperate tra le macerie, ha mantenuto il portale d’ingresso in stile gotico siciliano e la tipica pietra in calcare bianco di Taormina, è rimasta ad abbellire gli stipiti e l’architrave, sovrastati da un arco a sesto acuto con il timpano decorato da archetti e incorniciato con la pietra nera dell’Etna. Esempi analoghi di tale architettura, sono stati riscontrati anche a Savoca, nella chiesa di S. Michele Arcangelo, costruzione degli inizi del XVI secolo. Qui sono stati impiegati materiali provenienti da Taormina, ed è presente il medesimo stile rinascimentale, presente in città.
Interessante, oltre alla particolarità del portale, è il resto della facciata, decorata da due piccole finestre ai lati del portale, che un tempo erano chiuse da lamine di piombo traforate. La chiusura con le lamine invece, persiste nella finestra della facciata laterale nord e in quella della facciata laterale sud, rispettose dell’impianto originario. Il tipo di chiusura detto “a lamelle”, era in uso nell’architettura bizantina e non sorprende, che in un edificio di stile gotico, siano stati inseriti motivi dell’arte precedente, dato che la cultura bizantina era stata molto fiorente nella zona orientale dell’isola. Di nuovo, vi è un esempio analogo a Savoca, nella chiesa di S. Francesco, che ha forme semplici e sopra il portale ha una finestra circolare chiusa da lamina di piombo traforata, ripetuta per le finestre laterali del lato ovest della chiesa. A sinistra della facciata, della chiesa di S. Antonio Abate in Taormina, posto ad angolo, vi è il campanile, di dimensioni ridotte; costituito da tre “pilastrini”, dove i due frontali culminano in una cuspide, mentre il terzo posteriore è mozzo. I pilastri sono congiunti da due archi, con lo spazio sottostante ricavato per allocare la campana. L’interno dell’edificio appare semplice, ed è probabile che la chiesa fungesse da luogo di culto per la gente di ceto inferiore. I popolani, tenuti lontani dall’accesso alle cappelle dei nobili, erano molto più propensi nel recarsi a pregare qui, piuttosto che nella più importante cattedrale, dove i simboli del potere temporale e spirituale, suscitavano timore e timidezza. La chiesa, era una tipica “chiesa di campagna”, molto probabilmente, frequentata da contadini e pastori.
L’interno è modesto, a una sola navata, con una nicchia nella parte sinistra della parete interna, ornata con decori in marmo di Taormina e riservata alla statua lignea del santo. La destinazione “popolare” dell’edificio, è confermata anche dal fatto che S. Antonio Abate, è il protettore degli animali, vista la sua vita dedicata alla solitudine ed a stretto contatto con la natura. Il santo viene festeggiato ogni anno, il 17 gennaio, a cui segue la benedizione degli animali domestici e da allevamento. Un’opera molto bella da ammirare all’interno dell’edificio, è l’imponente presepe, che dal 1953 è qui, in esposizione permanente. Il presepe è frutto del lavoro di artigianato artistico di Dionisio Cacopardo, il padre del defunto Arciprete di Taormina, Monsignor Salvatore Cacopardo. L’opera, in sughero e altro materiale ligneo, riproduce la città ed i suoi monumenti più noti, come la Naumachia, il Teatro Antico, il Duomo, la Badia Vecchia, il centro cittadino e Palazzo Corvaja. Un quadro a tre dimensioni molto dettagliato, che ripropone scene della tradizione natalizia isolana.