\\ Home page : Articolo : Stampa
DOMENICO TRISCHITTA ALLA CASA DEL LIBRO DI SIRACUSA
di Redazione (pubblicato il 26/02/2017 alle  17:45:47, nella sezione LIBRI,  661 letture)

trischittaNella presentazione della sua raccolta di racconti "Le lunghe notti", presso la Casa del Libro Mascali di Marilia Di Giovanni (presentazione affidata a Lorenzo Perrona e Mariolina Lo Bello) il catanese Domenico Trischitta ha, tra l'altro, parlato dei suoi ricordi di una Catania ferita che ancora non ha metabolizzato la vera e propria deportazione, avvenuta negli anni cinquanta, degli abitanti del quartiere S. Berillo, nel centro storico della città, allora abitato da tanta gente comune ed operosa, spostata in periferia nei grandi e anonimi palazzoni dell'edilizia popolare. Lo sventramento del quartiere San Berillo di Catania fu effettato per creare un grande viale per i palazzoni del commercio e delle banche ma tanta parte del demolito non fu ricostruito e quindi venne consegnata all’emarginazione e al degrado la parte rimasta, ridotta a ricettacolo della prostituzione nei tuguri rimasti, contrassegnati spesso non solo da prostituzione, ma anche da occupazione abusiva degli edifici e devianza diffusa, via via aggravandosi con il progredire della segregazione del quartiere dal resto della città. le lunghe notti copertinaAnche oggi che si tenta con vari progetti di recuperare il quartiere all'arte, all'artigianato e alla cultura permangono difficoltà che dimostrano l’entità del conflitto e dell’incomprensione, resa più gravosa e complicata dalla presenza più o meno regolare di clan composti da individui di etnie diverse. Si deve registrare anche il fatto che l’80% degli edifici risulta di proprietà non di persone fisiche ma di società che sono prevalentemente collegate a quelle che hanno in proprietà i terreni dello sventramento, siti in Corso Martiri della Libertà, il luogo dell’altra parte di San Berillo, l’area delle case distrutte e mai ricostruite. Questa considerazione dimostra una volta di più l’inconciliabilità tra la rete sociale degli abitanti – fantasmi di vecchi proprietari, ombre di prostitute, drogati, clandestini – e quella dei proprietari, intangibili e incorporee società prive di sede, talora anche di bilanci e registri. In queste condizioni il quartiere San Berillo resta un luogo irrisolto della città e, proprio per questo, rappresenta un naturale laboratorio per fare sperimentazioni su un possibile futuro. Emozionante il ricordo di Domenico Trischitta, autore anche di un testo per il teatro, “L’Oro di San Berillo”, dramma in due atti impreziosito dai bellissimi scatti di Giuseppe Leone. Un racconto avvincente che cattura per il suo linguaggio crudo e vivace, con il quartiere di San Berillo che assurge a metafora.