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UN SOPRUSO INACCETTABILE LO SCIPPO DEL PORTO DI AUGUSTA
di Redazione (pubblicato il 05/02/2017 alle  13:59:36, nella sezione CRONACA,  544 letture)

cannataArrabbiato, ma non sorpreso. Perché, in fondo, forse, se lo aspettava. La notizia di Catania sede dell’autorità portuale non è stata un fulmine a ciel sereno per il sindaco Giuseppe Cannata, presente ai lavori del consiglio comunale congiunto di Augusta, Priolo e Melilli. Per il primo cittadino melillese, infatti, tutto lasciava presagire che sarebbe andato così. "Da due anni – ha dichiarato – avevo sentore di ciò che poi si è verificato, cioè un vero e proprio scippo di danni della provincia di Siracusa. Più volte mi sono confrontato con Aldo Garozzo, ex presidente dell’autorità portuale di Augusta, e anche lui mi aveva manifestato tutta la sua preoccupazione per quello che poi sarebbe avvenuto. Il porto di Catania, che ha conti non proprio in ordine, stava annusando la possibilità di ricevere finanziamenti importanti dall’Unione Europea e la Regione non si è fatta scrupoli per accontentarla, calpestando la legge. Solo Augusta ha tutti i requisiti per essere Autorità di sistema portuale, essendo un porto Core riconosciuto dall’Europa. Quello della città etnea è molto più piccolo, si trova all’interno del tessuto urbano e come grandezza e potenzialità non è neanche lontanamente paragonabile ad Augusta. Mi chiedo – continua Cannata - dove stesse la deputazione regionale della provincia di Siracusa quando il presidente Crocetta ha avanzato questa assurda proposta al ministro Del Rio. Cosa facevano i nostri deputati, perché non sono intervenuti per evitare che si consumasse questo scempio? Restando con le mani in mano, ci hanno fatto passare, ancora una volta, per provincia babba e Catania, che babba non è, ne ha approfittato".

Cannata invita alla lotta i nostri deputati regionali e nazionali. Devono mostrare coesione e spirito di unità, altrimenti è tempo perso. Il rilancio della zona industriale della provincia di Siracusa passa dal porto di Augusta e ci si deve mobilitare affinché da Palermo e da Roma finiscano di operare questi soprusi nei confronti della provincia di Siracusa.