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AUTISMO FENOMENO DILAGANTE IN PROVINCIA DI SIRACUSA
di Redazione (pubblicato il 27/11/2016 alle  18:55:15, nella sezione CRONACA,  557 letture)

autismoIn un comunicato Sicilia Democratica affronta il problema dell'Autismo dilagante, fenomeno in crescita tra i giovani e non solo. Anche in provincia di Siracusa crescono di anno in anno i soggetti affetti da disturbi rientranti nello spettro autistico, ma nonostante l’attività dell’equipe qualificata, diretta a Siracusa dal dottore Francesco Sciuto, risulta insufficiente l’assistenza sanitaria offerta dal reparto di Neuropsichiatria infantile nel capoluogo, per non parlare dell’inesistenza di programmi terapeutici collaterali a quelli strettamente medici che sostengano le famiglie di questi pazienti nel percorso di crescita dei loro figli e nel loro inserimento autonomo in società. L’organico del reparto stando ai racconti dei familiari è sicuramente carente rispetto alla domanda sempre più crescente e si rende necessario portare all’attenzione del Governo Regionale le istanze specifiche che provengono da questo territorio industriale, che paga con molta probabilità anche con questi disturbi, oltre alle neoplasie sempre più diffuse, anni di contaminazione ambientale scellerata e scarsamente controllata. "Bisognerebbe istituire - afferma Giambattista Coltraro, capogruppo di Sicilia democratica all'ARS - un fondo da destinare alla realizzazione di un registro ufficiale sui soggetti autistici, non solo i minori, in modo che i dati indirizzino anche la ricerca e la sperimentazione sul campo di tecniche all’avanguardia che consentano a questi pazienti di limitare quanto più possibile l’isolamento sociale a cui purtroppo, ancora oggi, vanno incontro”. Molti setting psicologici, l’onoterapia, l’ippoterapia, i corsi sportivi specifici, spesso, sono prestazioni che privati o società offrono a pagamento, quindi a carico delle famiglie, quando invece bisognerebbe convenzionare e non a termine questa tipologia di terapie per non gravare sulle famiglie.

“Inoltre - sottolinea Coltraro- bisogna organizzare partendo da oggi il futuro di questi ragazzi, quel famoso “dopo di noi” dipende molto dal grado di autonomia personale che si riesce a costruirgli, attraverso, ad esempio, corsi professionali loro dedicati e che non devono essere iniziative isolate ma perpetue, in modo da non lasciare fuori dai piani di integrazione nessuno”.