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RISTRUTTURARE GLI EDIFICI FATISCENTI PER EVITARE DEGRADO E DISOCCUPAZIONE
di Redazione (pubblicato il 17/11/2016 alle  16:08:45, nella sezione CRONACA,  418 letture)

casaDisoccupazione e degrado vanno di pari passo, ma bisogna invertire la tendenza e ribaltare gli effetti di questo binomio, oggi negativo, facendolo diventare opportunità di crescita economica. L’analisi è di Giambattista Coltraro, deputato regionale di Sicilia Democratica.

“Oggi – spiega Coltraro- a causa delle risorse sempre più esigue a favore degli enti territoriali risulta praticamente bloccata la loro attività di programmazione, che esula da quella ordinaria, di conseguenza sempre meno sono le opere pubbliche realizzate e sempre più immobili pubblici versano in condizioni di fatiscenza e abbandono: ciò sottrae occasioni di impiego nel settore dell’edilizia, che più di altri soffre gli effetti devastanti di questa crisi. Nel frattempo diversi prospetti di edifici pericolanti deturpano i paesaggi delle città, oltre a diventare luoghi impropri di ritrovo di senza fissa dimora, ubriachi e tossicodipendenti. Girando per i centri abitati e nelle periferie di diverse province siciliane mi sono reso conto che c’è un patrimonio immobiliare “sospeso”, fatto di edifici inagibili da ristrutturare, strutture residenziali private mai completate, terreni incolti adibiti a discariche abusive e spesso devastati dalle fiamme, proprio per la mancata manutenzione, pertanto mi chiedo perché non riprendere quelle proposte, avanzate qualche tempo fa da alcuni sindaci italiani e alcune messe in campo già dal Demanio, di mettere a reddito questi edifici o appezzamenti affidandoli a consorzi di residenti, associazioni, cooperative, che li otterranno in comodato d’uso gratuito per almeno un decennio e il cui compito sarà solo quello di provvedere al loro recupero impiegando esclusivamente manodopera locale. Questo meccanismo innescherebbe un circolo economico virtuoso, poiché anche se per prestazioni di durata limitata, verrebbero chiamate diverse figure professionali legate al comparto delle costruzioni, che a loro volta acquisirebbero potere di acquisto, mentre si ripristinerebbe in diverse aree urbane quel decoro che oggi manca. Inoltre, i gestori degli immobili, a parte quelli che ne usufruiranno per fini sociali e culturali, sicuramente inaugurerebbero attività imprenditoriali che a loro volta creerebbero altri posti di lavoro. Questa ricetta potrebbe essere valida anche per realizzare residence di appartamenti a canone sociale, data la penuria di alloggi popolari”.