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POLEMICHE SULL'APERTURA DI UN ALTRO CENTRO D'ACCOGLIENZA PER MINORI MIGRANTI A CITTĄ GIARDINO
di Redazione (pubblicato il 25/09/2016 alle  11:24:28, nella sezione CRONACA,  593 letture)

foto assembleaOccupazione a oltranza dei locali della delegazione amministrativa. La clamorosa azione di protesta scatterà lunedì 26 settembre alle 9, quando i residenti di Città Giardino si raduneranno in massa negli uffici di via Genova. Non vogliono l’apertura del centro di accoglienza per minori non accompagnati, che si aggiungerebbe ai due già esistenti, portando il numero complessivo di migranti a circa 350. Resteranno sul posto fino a quando non arriveranno comunicazioni ufficiali dalla Prefettura. Il sindaco di Melilli, Giuseppe Cannata, già interpellato dal rappresentante di governo di Siracusa, Armando Gradone, ha detto no, annunciando di non voler rilasciare alcuna autorizzazione. La legge, però, consente al prefetto di bypassare il Comune. Da qui la decisione di occupare i locali, dando vita anche ad un volantinaggio per le strade adiacenti che avrà l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla problematica. Se tutto ciò non dovesse bastare, i residenti si dicono pronti a scendere in strada e a bloccare il traffico. A sostenerli nella loro “battaglia” assessori e consiglieri comunali della maggioranza del Comune di Melilli.

La decisione è stata presa al termine di una infuocata assemblea cittadina presieduta dal vice sindaco Enzo Coco. All’incontro con i residenti hanno partecipato anche l’assessore alla pubblica istruzione, Sebastiano Gigliuto, e allo sport turismo e spettacolo Daniela Ternullo, oltre ai consiglieri comunali Nuccio Scollo, Giuseppe Carta, Tommaso Cannella, Luca Scibilia, Salvo La Rosa e Giuseppe Midolo. A introdurre i lavori è stato il delegato amministrativo Giuseppe Corradino, il primo a manifestare dissenso e preoccupazione per la possibile imminente apertura del nuovo centro di accoglienza, pronto ad ospitare una sessantina di minori. “La frazione – ha detto – non ha gli “strumenti” adatti per accogliere, degnamente, i richiedenti asilo. Mancano i requisiti minimi di sicurezza, a cominciare da un capillare servizio di controllo del territorio. Le due strutture esistenti sono più che sufficienti per una comunità di 2500 abitanti”. Il vicesindaco Coco, sottolineando come la legge permetta al Prefetto di non tenere conto delle decisioni degli enti pubblici locali, ha detto che il Comune sosterrà i cittadini nella loro battaglia. “La gente è stanca – ha sottolineato il consigliere comunale Nuccio Scollo – Non oso immaginare cosa potrebbe succedere se e quando arriveranno migranti da sistemare in una struttura che sembrerebbe prossima all’apertura. Ci potrebbe essere una rivolta. Per questo, invitiamo gli organi competenti a non prendere decisioni affrettate”.