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CASSIBILE FESTEGGIA L'ANNIVERSARIO DELLA FIRMA DELL'ARMISTIZIO
di Redazione (pubblicato il 05/09/2016 alle  11:24:31, nella sezione EVENTI,  651 letture)

cassibileCassibile ha celebrato il 73° anniversario della firma dell'Armistizio, egregiamente rievocato dall'Associazione Husky1943 con la presenza del suo presidente Tiziana Genovese e dello storico Prof. Di Benedetto. Un evento importante di caratura mondiale che ha visto riuniti alcuni dei rappresentanti di altre nazioni quali il Console di Turchia Domenico Romeo che ha portato i saluti dei Consoli di Malta Chiara Calì, dell'Azerbaijan Domenico Coco e del Senegal Francesco Ruggeri, coi quali la Consulta Civica di Siracusa presieduta da Damiano De Simone intrattiene rapporti istituzionali di cooperazione. Presente anche la rappresentante del Canada. Presente inoltre il Servizio Civico di Pubblica Assistenza con Giuseppe Laurettini e Simone Giuca. Una giornata importante sotto il profilo etico, morale, oltre che storico, che apre uno scenario futuro orientato verso lo sviluppo turistico ed economico del territorio cassibilese, ricco di cultura e contesti naturalistici che invitano all'escursionismo da più parti del mondo. Un lavoro di sensibilizzazione e valorizzazione portato avanti dal Presidente della Circoscrizione Paolo Romano, che ogni giorno si batte per la riaffermazione dei diritti della "cittadina" decentrata di Siracusa. Ma l'Armistizio è anche un momento di riflessione che oggi dobbiamo praticare col fine di migliorarci nelle relazioni sociali, purtroppo inquinate dagli scenari bellici configurati nelle più atroci manifestazioni di crudeltà a testimonianza che l'uomo non è ancora pronto alla pratica globale dei diritti umani, puntualmente oltraggiati da qualsivoglia pretesto politico che ancora oggi pianifica le colonizzazioni economiche internazionali, in una guerra infinita tra oriente ed occidente falsata dai media, imbrogliata nella rete della finta missione di pace, tra le morti dei bambini e dei tanti innocenti. La pace riparte da noi stessi, da una critica introspettiva in nome della tolleranza e della cooperazione produttiva, nel rispetto delle estrazioni culturali, ambasciatrici delle variegate identità che ad oggi, nell'era dell'avanguardismo e dei massimi sistemi, non hanno ancora saputo estinguere la fame nel mondo.