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LA CONSULTA CIVICA E IL PROGETTO TURISTICO DI ORTIGIA
di Redazione (pubblicato il 24/08/2016 alle  20:57:39, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  672 letture)

La Consulta Civica di Siracusa per bocca del suo presidente Damiano De Simone e dell'Assessore alle Arti e allo Spettacolo della stessa Raimondo Raimondi (insieme nella foto), condivide una parte dei concetti espressi nella lettera aperta dell'avvocato Corrado Giuliano e di Pippo Ansaldi ed altri sulle possibili alternative alle scelte riguardanti l'isola di Ortigia e allo scempio perpetrato in nome di un "progetto" turistico che non intende salvaguardare il centro storico di Siracusa, patrimonio dell’Unesco, ma pensa solo al profitto economico che possa derivare dalle varie realtà, senza attenzione al degrado generale e ai danni del decoro. Con la conseguenza, tra l'altro, delle impossibili condizioni di vivibilità dei residenti, perché permettere l’occupazione delle strade con tavolini e la musica a tutto volume senza limiti di orario significa senza dubbio contribuire al degrado di Ortigia non certo alla sua qualificazione turistica. Raimondi inoltre parla anche a nome del Movimento socio-culturale "Cambiare" di cui è portavoce e che aderisce alla "Federazione x Siracusa": "Ortigia dà lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma questo non basta: bisogna osservare il contesto a trecentosessanta gradi. I siracusani vogliono anche un'Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti senza un criterio che ne rispetti il decoro, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico".

Aggiunge il Presidente della Consulta Civica De Simone: "Si devono creare le condizioni perché Siracusa possa proporsi ad una più vasta comunità turistica, non solo quella di massa. Per questo serve approntare una serie di investimenti, per l'intrattenimento, oltre che per la ricettività, che possano attirare anche ad una clientela d'elite, più colta e raffinata, per la quale la Città, vista la grande varietà culturale che offre, è già pronta. Diversamente se non ci si adegua, si va verso una brutta fine, soprattutto economica. Quei grandi alberghi che rivivono oggi hanno già conosciuto epoche splendide, poi sono decaduti come era decaduta fino a qualche anno fa l'intera città. Questo fatto ci sia d'insegnamento. I cicli storici s'inseguono nel tempo e ciò che oggi cresce e dà speranze domani potrebbe di nuovo miseramente morire, pertanto è necessario adeguarsi e rispondere alla stragrande e variegata domanda turistica. Non possiamo sfrattare da Ortigia i cittadini residenti e consegnare l'isola alla sola fruizione dei turisti, dei visitatori occasionali o di quelli del sabato sera, ma si deve provvedere a creare nuove condizioni d’equilibrio che possano garantire armonia tra le varie realtà che oggi vivono Ortigia".