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DAL 30 AGOSTO A MONTEVERGINI "MATREM" PERSONALE DI ANDREA CHISESI
di Redazione (pubblicato il 18/08/2016 alle  10:42:30, nella sezione ARTE,  603 letture)

foto opera chisesiDal 30 agosto al 30 settembre la Galleria civica d'arte contemporanea Montevergini di Siracusa ospiterà la mostra personale di Andrea Chisesi dal titolo “Matrem”. La mostra permette di ammirare 45 splendide opere dedicate alla natura, la madre di tutte le cose. I monocromi di Andrea Chisesi sono realizzati sovrapponendo immagini del Matrem Tanacetum Parthenium (particolare tipo di fiore). Simboli per eccellenza di quanto vi sia di più effimero sul nostro pianeta, i fiori hanno esercitato un fascino permanente sugli artisti.

"I fiori esprimono la naturalezza, il farsi e il disfarsi della natura. Con il loro effimero splendore rappresentano, meglio di ogni altro soggetto, la vita e la morte". Studiando il linguaggio dei fiori, l'artista cerca di penetrare nei segreti della natura, di risalire all'essenza della vita, della creazione. Ogni opera nasce da un esigenza, il dialogo tra la natura delle cose e la società che cambia, spesso fa capolino lo sgretolamento, l’erosione inesorabile del tempo, la fine delle cose. La scelta del fiore è dettata dalla delicatezza dei petali che, anche se mancanti o spezzati dal vento, non perdono la loro eleganza e leggerezza. I fiori simboleggiano la vita, quel viaggio che ognuno di noi affronta da solo.

chisesi“Nasciamo e moriamo soli - dice l’artista - colei che più ci ha amato ci ha donato la vita e con essa la morte”, che inesorabile arriva quando il destino chiama. Ogni simbolo, ogni tratto, ha un suo significato, nella pittura di Andrea Chisesi, il cerchio ad esempio rappresenta la coppia, la croce il sacrificio, tutto ha un codice ben preciso. Quando la preparazione ha raggiunto un suo equilibrio è pronta ad accoglie l’immagine, il rapporto che si crea tra la sua pittura e la fotografia diventa inscindibile, coesistono entrambe in un equilibrio di donazioni. Non a caso Andrea Chisesi sceglie le immagini dei grandi ed eterni eroi, sopravvissuti ai secoli come miti e leggende, rappresentanti dell’ego di ognuno di noi, ed essi prendono luce e vita dalla gioia dei matrem, dai fiori che l’uno sull’altro nella tela ci rivelano l’uomo, l’eroe, il mito. Una spasmodica ritmica pennellata guida il fruitore alla ricerca della corazza, nella superficie liscia e levigata del marmo, essa prende vita dalla gioia dei fiori che donano all’opera la tenerezza e la fragilità, così come il cuore di un eroe è puro, cosìsi lascia cogliere dalla tenerezza e dalla bellezza delle cose semplici. Chisesi muove dal fondo della tela le trasmutazione delle immagini, senza ossessioni progettuali ma con sapiente capacità di trarre forza da esse, attraverso le fusioni il soggetto ha una nuova vita, l’arte è l’esercizio provvisorio di una conoscenza poetica destinata a durare attraverso la reinterpretazione, con la quale acquisisce una nuova vita, una nuova dimensione.