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TUTELARE LA PREZIOSITĄ E UNICITĄ DI ORTIGIA
di Redazione (pubblicato il 15/08/2016 alle  13:47:22, nella sezione CRONACA,  620 letture)

giuliano fotoUna lettera aperta sulla questione di Ortigia è stata scritta da Corrado Giuliano (nella foto), Pippo Ansaldi, Salvo Salerno, Peppe Giliberti, Roberto De Benedictis, Giovanni Randazzo e Giovanni Trigilio, ed ha già raccolto parecchi firmatari tra residenti e turisti. Si tratta di indicare una via alternativa alle scelte fin quì perpetrate e allo scempio perpetrato in barba a ogni regolamento comunale e a ogni saggia e razionale gestione dell'isola che tutto il mondo ci invidia. alla deregulation che sta impoverendo l’isolotto. Nella lettera in sintesi si dice: “La salvaguardia del nostro centro storico, patrimonio dell’Unesco“non è solo un dovere culturale e civile, ma anche una concreta speranza di reddito per molti siracusani. Chiediamo con forza una all’amministrazione comunale una nversione di tendenza ed il ripristino in Ortigia delle condizioni di vivibilità e di legalità, perché permettere l’occupazione di strade e piazze con tavolini e musica a tutto volume ed oltre ogni orario, non significa facilitare la vita agli esercenti ma provocare il degrado di Ortigia. Dovere dell’amministrazione è guidare lo sviluppo della città impedendone l’abbrutimento, tutelando la preziosità e unicità del nostro centro storico e nello stesso tempo evitare il dilagare senza regole e senza qualità delle attività economiche che potrebbe distruggere le stesse potenzialità di sviluppo che Ortigia esprime”.

cambiare movimento fotoAnche il Movimento socio-culturale "Cambiare" (nella foto alcuni esponenti), che aderisce alla Federazione x Siracusa, esprime la sua opinione su Ortigia, fiore all'occhiello del turismo siracusano: "Ma si vuole disumanizzare l'antico centro storico facendone una sorta di parco dei divertimenti volgare e senza regole? E' vero, Ortigia Island dà lavoro a migliaia di persone, per lo più addetti alla ristorazione e personale degli alberghi, ma i siracusani vogliono un'Ortigia dove torni a vivere la gente comune, dove riaprano le botteghe artigiane, dove non ci siano solo puzze di frittura e tavolini accatastati in spazi ristretti, che impediscono perfino una semplice passeggiata, dove gli spazi siano restituiti al cittadino e il turista sia un ospite gradito, ben trattato e amorevolmente accolto, ma che nutra la riconoscenza dell'ospite e serbi della città un piacevole ricordo, che è poi il miglior viatico al mercato turistico. Volgiamo più arte e artigianato e meno spazzatura, meno topi e scarafaggi e più cultura, che forse non nutre le pance ma certamente nutre lo spirito".