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VIOLENZA SUI BAMBINI NELLE SCUOLE: LA CONSULTA SCRIVE AL MINISTERO
di Redazione (pubblicato il 04/08/2016 alle  16:38:33, nella sezione CRONACA,  728 letture)

fotoPresa di posizione della Consulta civica di Siracusa per denunciare i gravi fatti di violenza avvenuti di recente nelle scuole materne ed elementari, dove inqualificabili maestre e operatrici hanno picchiato e maltrattato dei bambini. Lo ha fatto il presidente della Consulta Damiano De Simone, su input dell’Assessore all’Istruzione prof.ssa Maria Teresa Asaro, attraverso un documento ufficiale inviato al Ministero della Pubblica Istruzione affinché prenda le corrette misure di sicurezza contro il triste e preoccupante fenomeno.

“Sempre più spesso ascoltiamo testimonianze di questi vergognosi e ingiustificabili episodi di violenza – si scrive nel documento – non solo fisica, ma anche psicologica, esercitata da insegnanti che abusano dei mezzi di correzione e di disciplina. Ad avviso della Suprema Corte di Cassazione – sentenza 34492 – non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi (…). Costituisce abuso punibile il comportamento doloso dell’insegnante che umilia, svaluta, denigra o violenta psicologicamente un alunno, anche se è compiuto con una soggettiva intenzione educativa o di disciplina”.

“Alla luce degli incresciosi fatti che continuano a funestare la scuola e delle continue testimonianze che ci pervengono, la Consulta Civica di Siracusa chiede al Ministero della Pubblica Istruzione, a nome dei fruitori del servizio scolastico e delle rispettive famiglie, di provvedere non solo a una punizione esemplare con effetti irreversibili dei rei di tali crimini, ma anche a un’efficace prevenzione degli stessi affinché non abbiano più a ripetersi nelle scuole di un paese degno di esser definito civile. La Consulta chiede altresì che vengano attuati stretti controlli periodici della salute psichica degli insegnanti da parte di personale medico proveniente da aree geograficamente ben lontane dalla scuola oggetto di controllo, e che l’operato didattico di costoro, parimenti, venga attentamente monitorato da ispettori esterni tramite periodici colloqui non solo con gli insegnanti medesimi, ma anche con gli studenti e le rispettive famiglie”.

“Naturalmente, a nostro parere, sarebbe oltretutto cosa auspicabile sottoporre i futuri insegnanti anche a selettivi colloqui d’ingresso volti ad accertare sia un’accurata preparazione pedagogica e didattica, sia la reale attitudine a svolgere una simile delicata professione. Sappiamo bene che ci sono insegnanti che si dedicano con passione e competenza al loro lavoro, ed è anche a nome di questi ultimi che desideriamo un’accurata formazione e una rigida selezione del personale preposto all’istruzione ed educazione delle generazioni future”.