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UPROOTED A SIRACUSA: ATKINSON, HARRABI, ACCOLLA E KOLTES
di Redazione (pubblicato il 13/07/2016 alle  17:31:54, nella sezione ARTE,  1104 letture)

accolla harrabiNuovo appuntamento d'arte a Siracusa, presso la restaurata chiesa di Gesù e Maria in via Capodieci, nei pressi del Museo Bellomo, intitolato UPROOTED, collettiva che presenta in mostra opere dell’inglese Elizabeth Atkinson, del tunisino Ramzi Harrabi, dell’ortigiano Salvatore Accolla e del francese Francois Koltes. Tema trattato l’integrazione delle diverse culture e la questione dei migranti, temi cari anche al rettore della chiesa, una splendida cappella medioevale perfettamente restaurata, don Alfredo Andronico, che ha concesso i locali per la significativa manifestazione. Tutti i giorni, fino al 20 luglio, dalle ore 10 a mezzanotte, sarà possibile visitare l'esposizione durante la quale si succederanno anche vari eventi interculturali promossi dall'ufficio diocesano per la pastorale Migrantes.

Elizabeth Atkinson, inglese che ha scelto di vivere ad Ortigia da cui è affascinata, ha una pittura pregna di ingenuità, e recupera il senso di antichi stupori, di inquietudini non sopite, di felicità fanciullesche mai scordate. Può essere anche il mezzo per trasferire in un non-luogo, il un giardino della mente, in una terra di mezzo, sogni e tensioni che sarebbero insopportabili se vissuti nel quotidiano presente. Ciò avviene, in questa giovane artista, attrezzata di solida preparazione accademica, avendo conseguito una laurea in belle arti, e stimolata da esperienze di viaggio, attraverso un figurare poetico fatto di semplicità e di minimalismo.

La pittura concettuale del tunisino Ramzi Harrabi presenta un comportamento artistico anomalo ed originale, carico della particolare inquietudine di questo artista che ha saputo mixare la cultura e la tradizione islamica con le espressioni d’arte più tipiche dell’occidente. Queste sue ultime opere non sono che, in definitiva, le ultime scelte del suo nomadismo pittorico, unificate dalla tematica: le barche dei migranti stilizzate e ripetute in modo seriale in una iterazione simbolica assai incisiva. L’artista si esprime attraverso la musica, eseguendo i ritmi ossessivi delle percussioni, di cui è abile interprete, e attraverso la poesia, mescolando anche qui le sonorità della lingua araba col verseggiare italiano.

Salvatore Accolla, conosciutissimo ortigiano, è un pittore affetto da una frenesia creativa che lo porta a dipingere quadri che espone sui marciapiedi di corso Matteotti. Nel tempo Accolla ha fatto passi in avanti esponendo le sue opere in varie gallerie d’arte. Le sue tele raffigurano animali, barche, gatti, tetti, arlecchini e rivisitazioni personalissime di opere famose, come l’Urlo di Munch, un infinito caleidoscopio di figurazioni cromatiche ma tutte con una personalissimo linguaggio che, già di per se, è un risultato difficile da raggiungere in campo artistico: la riconoscibilità immediata dei suoi quadri.

François Koltès vive tra Parigi, Ortigia e l’Africa. Architetto e documentarista, lavora in Africa da oltre venti anni ed è il fondatore dell’associazione Direct Action Sahel (Associazione per la Ricerca e la diffusione di acqua in Africa occidentale). Premio Grand Lions 2009 per la letteratura regionale con “Piccolo uomo stai piangendo”(Galaade 2008), ha scritto anche il romanzo “Nero Vespri”.