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LE PARI OPPORTUNITĄ SPESSO NEGATE
di Redazione (pubblicato il 04/07/2016 alle  18:38:45, nella sezione COSTUME E ATTUALITA',  629 letture)

handicapLa sopravvivenza in città di barriere architettoniche, che rendono difficile la vita ai portatori di handicap motori, costituiscono un tema spesso dibattuto negli anni passati ma ancora drammaticamente attuale vista la situazione non ben definita malgrado le normative promulgate in materia, a cominciare da quella legge n. 13/89 che a distanza di tanti anni dalla sua emanazione ancora non è sempre osservata. La gente continua a negare le pari opportunità, negando soprattutto a se stessa la consapevolezza che è proprio il non rispetto delle normative e un comportamento poco civile e responsabile a rendere la persona veramente handicappata. Infatti il mancato adeguamento in taluni edifici pubblici è una grave carenza cui si aggiunge il comportamento dei cittadini allorquando lasciano la macchina parcheggiata davanti a uno scivolo, impedendo così l’accesso e il transito delle carrozzelle, o occupano un parcheggio riservato agli invalidi delineato con le strisce gialle. Si parla tanto di solidarietà ma sarebbe più opportuno ricordarsene concretamente tutti i giorni nei comportamenti comuni. Probabilmente la coscienza civile, in questo campo come in tanti altri, va formata a partire dai ragazzi delle scuole, nella consapevolezza che i giovani siano più bravi dei grandi a capire tutto questo e che proprio da loro si deve cominciare per far sì che la solidarietà non sia solo un sostantivo privo di contenuti, ma un reale e concreto atteggiamento per poter coesistere tutti insieme, disabili e normodotati, in una città civile a misura d’uomo. Perché la diversità è un bene prezioso cui l’umanità può attingere per progredire, senza bisogno di sancire per legge percentuali di partecipazione al potere pubblico, perché “pari opportunità” è un concetto che vale erga omnes – per tutte le categorie sociali svantaggiate - e non riguarda solo il gentil sesso. Anche in politica, in un momento storico come questo in cui il cittadino ha perso ogni fiducia nella nobile arte, sostituire quantitativamente politicanti femmine a politicanti maschi è cosa risibile, ben altra cosa è trovare qualità d’alto livello in chiunque - uomini, donne, disabili, omosessuali e migranti - meriti di essere valorizzato e di lavorare per il progresso civile della città dove vive e della nazione che lo ospita.